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Sorpresa dall’Europa, ora anche gas e nucleare sono energie pulite

In Approfondimenti, Europa
7 Luglio 2022

La discussione sul gas e il nucleare

La sconfitta dei movimenti verdi e della sinistra europea è andata in scena ieri al Parlamento europeo. E’ stata infatti bocciata la risoluzione che avrebbe bloccato l’inserimento di gas e nucleare tra le attività economiche sostenibili dal punto di vista ambientale, cioè nella tassonomia verde europea. Gli europarlamentari hanno così respinto il rigetto dell’atto delegato della Commissione europea. La mozione avrebbe dovuto ottenere la maggioranza assoluta dei voti (353), ma non è riuscita neppure ad avere la maggioranza relativa, ottenendo solo 278 voti contro 328 e 33 astensioni.

La maggioranza spaccata sull’energia

La cosiddetta maggioranza Ursula si è spaccata a metà e anche la coalizione che in Italia sostiene il governo Draghi si è nettamente divisa. Il voto per bocciare l’atto delegato della Commissione Ue, infatti, ha visto sullo stesso fronte Verdi, Sinistra e S&D. Per mantenere, invece, l’atto delegato hanno votato Ppe, Ecr, Id e la maggioranza del gruppo Renew (poco meno di 30 i dissidenti tra i liberali). Tra gli italiani, Pd, M5S e Verdi si sono schierati per il rigetto, mentre Forza Italia, Fdi, Lega e Italia Viva hanno votato contro.

«Se l’atto delegato sulla tassonomia fallirà non ce ne sarà un secondo. Sono stata molto chiara anche con il Consiglio Ue», aveva avvertito la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen prima del voto in aula, ribadendo come nucleare e gas «servano per la transizione».

La Commissione Ue ha identificato sei attività (tre del nucleare e tre del metano) per la transizione green e queste saranno ora ritenute idonee a ricevere finanziamenti pubblici e privati. Come aveva sottolineato la Von der Leyen, valutando il percorso verso la neutralità carbonica, fissata nel 2050, è emersa la consapevolezza di non riuscire a raggiungere l’obiettivo tagliando fuori gas e nucleare.

I criteri della decisione

L’atto delegato della Commissione europea definisce criteri chiari e rigidi. Le tre attività identificate per il nucleare sono: ricerca e sviluppo di tecnologie per la minimizzazione delle scorie radioattive, realizzazione di impianti nucleari di nuova generazione ed estensione del funzionamento degli attuali impianti. Le tre attività identificate per il gas riguardano invece la produzione di elettricità, la co-produzione ad alta efficienza di calore/freddo ed elettricità e la produzione di calore/freddo in un efficiente sistema di teleriscaldamento e teleraffreddamento.

Il voto dell’Aula ha fatto esplodere il malumore delle associazioni ambientaliste, che con diverse delegazioni si erano mobilitate a Strasburgo per protestare davanti all’Europarlamento. Greenpeace ha annunciato in un comunicato che intraprenderà un’azione legale contro la Commissione europea. Prima che l’azione legale abbia inizio, l’associazione presenterà alla Commissione Ue una richiesta formale di revisione interna. In caso di esito negativo, Greenpeace porterà la causa alla Corte di Giustizia europea. «Gas e nucleare non sono rinnovabili e distoglieranno tantissimi investimenti dalle energie realmente sostenibili», hanno ribadito le associazioni ambientaliste.