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Sgarbo di Ursula, fa attendere la Meloni alla prima di Bruxelles

In Da non perdere, Europa
4 Novembre 2022

Meloni a Bruxelles

La prima giornata da premier italiana a Bruxelles di Giorgia Meloni è cominciata con un messaggio preciso: «La voce dell’Italia in Europa sarà forte». Sui suoi social, di prima mattina, Meloni ha annunciato quello che sarebbe stato il suo manifesto per l’Ue: «Siamo pronti ad affrontare le grandi questioni, a partire dalla crisi energetica, collaborando per una soluzione tempestiva ed efficace al fine di sostenere famiglie e imprese e mettere un freno alla speculazione».

Giornata piena

Sulla sua tabella di marcia c’erano tre importanti incontri: il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel e il presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola. Quest’ultima ha risposto con un tweet alla notifica social di Giorgia: «Benvenuta all’Europarlamento. L’Italia ha sempre avuto un ruolo centrale nell’Ue. Più che mai, con l’invasione Russa dell’Ucraina, prezzi dell’energia alle stelle e inflazione in aumento, dobbiamo rimanere uniti. Siamo più forti se stiamo insieme».

Argomenti ribaditi durante l’incontro tra le due. «Siamo totalmente allineate sull’Ucraina, continueremo a essere fermi sulle sanzioni e rimarremo unite nel riaffermare il nostro sostegno all’Ucraina». È il messaggio di Metsola a Meloni durante il bilaterale. Un passaggio è stato dedicato alla crisi economica: «Su energia e inflazione le persone hanno bisogno di noi, dobbiamo agire ora». Poi l’invito a intervenire a una plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. E, all’uscita, selfie con simpatizzanti italiani.

Gli argomenti

Gli argomenti in agenda, stando alle fonti dell’Eurocamera, oltre alla crisi in Ucraina, «con il domino di conseguenze che produce», ha spiegato Meloni, «a partire dalla crisi energetica», sono il Pnrr (con una discussione, alla quale ha preso parte anche il ministro degli Affari europei Raffaele Fitto, su come «implementarlo» e «sfruttare al meglio le risorse») e l’immigrazione.

Stessi temi, con in più la legge di bilancio («Stiamo correndo contro il tempo con la legge di bilancio», ha ammesso il premier italiano), sono stati affrontati durante un pranzo informale con il commissario Ue Paolo Gentiloni e l’ambasciatore in Ue Pietro Benassi che si è svolto prima del giro istituzionale di Meloni. Von der Leyen si è fatta attendere 30 minuti. Rientrando da Berlino ha trovato maltempo. Breve scambio di saluti in inglese. Foto di rito. Poi, confronto su Ucraina, energia, Next generation Eu e immigrazione. Con un tweet von der Leyen ha ringraziato Meloni «per il forte segnale inviato con la visita alle istituzioni europee nel primo viaggio all’estero».

Europa avvisata

Ultima tappa: dal presidente Michel. «Mi sembra si sia creata una interlocuzione molto franca, molto positiva. Sono contenta di come sia andata questa giornata nella quale ho portato il punto di vista italiano. C’è la necessità di dare il prima possibile concretezza alla soluzione» sulla crisi dell’energia e «sul tetto del gas», ha commentato Meloni all’uscita.

E al punto stampa a fine giornata ha spiegato: «Ho voluto organizzare questa prima visita per dare il segnale di un’Italia che vuole partecipare, collaborare e difendere il proprio interesse nazionale all’interno della dimensione europea, portando le soluzioni migliori insieme agli altri Paesi sulle grandi sfide che stiamo affrontando. Hanno visto che non siamo dei marziani». Sui migranti «la richiesta» di Meloni «è di un cambio della posizione italiana. Per noi la priorità è la difesa dei confini esterni. Ho trovato orecchie disponibili all’ascolto». Ora l’Europa è avvisata.

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