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Da Amazon a Netflix fino a Disney, arriva la stangata sugli abbonamenti

In Famiglie
27 Luglio 2022

I rincari degli abbonamenti

Si accendono i rincari degli abbonamenti. L’ultimo annuncio è quello di ieri di Amazon. Dopo gli aumenti negli Stati Uniti, arrivano infatti i ritocchi di prezzo anche in Italia per il servizio Prime: si passa da 3,99 a 4,99 euro al mese (+25%), mentre la sottoscrizione annuale passerà invece da 36 euro a 49,90 euro (+38,6%).

Gli altri aumenti

Ma ad annunciare la stangatina era stata anche Dazn. A partire da settembre, la piattaforma metterà a disposizione degli utenti due diversi tipi di abbonamento. La versione “standard” da 29,99 euro al mese e la versione “plus” da 39,99 al mese. Che fine farà la vecchia promozione da 19,99? Eliminata. Stesso discorso per Netflix, che dopo l’annuncio di aumenti negli Usa da 8,99 dollari a 9,99 dollari al mese e in Canada si appresta al ritocco anche nel nostro Paese. Anche Disney + è sulla stessa lunghezza d’onda. Da febbraio scorso il rincaro è pari a 2 euro al mese, quindi a 24 euro all’anno. Infine aumenti per Tim Vision: il costo mensile dell’offerta Mondo Disney+ che include i servizi di Tim Vision e quelli di Disney+ con prezzo di 4,99 euro al mese aumenterà di 3 euro al mese. Però fino al 31 luglio c’è una offerta calcio compreso a 19,99 euro al mese per 12 mesi.

Lettera agli utenti

Tornando all’annuncio di ieri di Amazon Prime, la società spiega che si tratta del primo aumento dal 2018. «È la prima volta che modifichiamo il prezzo di Prime in Italia dal 2018. Nel frattempo – scrive Amazon in una comunicazione via email diretta ai clienti – abbiamo ampliato la selezione di prodotti disponibili con consegna Prime veloce illimitata, senza costi aggiuntivi; abbiamo attivato e migliorato la consegna di generi alimentari con Amazon Fresh; e abbiamo aggiunto sempre più intrattenimento digitale di qualità, come serie TV, film, musica, giochi e libri. In particolare, Prime Video ha ampliato la raccolta di serie e film Amazon Originals e ha attivato l’accesso allo sport dal vivo, come la Uefa Champions League». I nuovi prezzi entreranno in vigore a partire dal 15 settembre 2022, in occasione del primo rinnovo. E comunque, a conti fatti si tratta di aumenti più elevati rispetto al + 17% del prezzo dell’abbonamento Prime entrato in vigore per i nuovi abbonati negli Stati Uniti a febbraio.

I motivi degli aumenti 

Quanto alle ragioni, nella sua email ai clienti Amazon segnala «l’aumento generale e sostanziale dei costi complessivi dovuti all’inflazione che incide sui costi specifici del servizio Amazon Prime e si basano su circostanze esterne fuori dal nostro controllo». Insomma, un «cambiamento importante» come recita l’intestazione dell’email che avviene alla vigilia della presentazione dei conti (il 28 luglio) dopo aver archiviato la prima trimestrale in rosso dopo sette anni di crescita continua. Un cambiamento per un servizio che comunque offre un pacchetto nutrito. Le consegne veloci (anche nei weekend) di moltissimi prodotti comprati su Amazon. Poi ci sono gli ebook di Prime Reading, lo spazio illimitato per le foto con Amazon Photos (fino a 5 GB per i video) e c’è anche Prime Gaming. Fra i servizi c’è anche Prime video, la piattaforma di video on demand che compete com Netflix e Disney+ e che Amazon ha voluto rendere più “appetibile” aggiudicandosi la trasmissione in esclusiva della migliore partita del mercoledì della Champions League per il triennio 2021-24. Una quarta via dei diritti Tv diventata killer application per vendere fibra e ora anche “pacchi”, dopo essere stati usati come ciliegina per i palinsesti, per vendere pubblicità e infine abbonamenti di pay tv.