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Voglia di shopping con uno sguardo ai saldi. Le famiglie spenderanno 268 euro, vince l’abbigliamento

In Famiglie
28 Giugno 2022
Il dato migliore arriva da abbigliamento-accessori che chiude il mese a +12,6%. Leggermente positiva anche la ristorazione +1.5% mentre frena il retail non food -5%.

L’analisi sui consumi a maggio

Un balzo in avanti dei consumi del +6,2% nel mese di maggio.  Un dato positiva che testimonia la scia in miglioramento di mese in mese, complice non solo la stagione estiva, ma anche la ritrovata libertà di circolazione e la graduale diminuzione dell’incidenza dello smart working. È il quadro tracciato dall’Osservatorio Confimprese-EY, che segnala l’ottimo recupero di abbigliamento-accessori, che fa segnare un incremento del +12,6%, in contrasto con le rilevazioni dei mesi precedenti. L’inversione di tendenza è da attribuire al ritorno degli italiani alle abitudini pre-pandemia e, come già evidenziato, al progressivo abbandono del lavoro agile. In decremento sono, invece, gli altri due settori di cui si compone il paniere Confimprese-EY. A cominciare dal retail non food, che perde terreno e chiude maggio a -5% per finire con la ristorazione che recupera e chiude a +1,5%.

Quanto ai primi cinque mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo 2019, le rilevazioni sono ancora negative con il totale mercato in calo del -11,1%. Nel periodo preso in esame emergono ancora le forti difficoltà di abbigliamento-accessori a -19%, mentre la ristorazione ha raggiunto livelli prossimi al pre-pandemia con -4,9% e il retail non food pare solidamente allineato al 2019 con un -0,2% sul progressivo.

«Siamo di fronte a un quadro generale in recupero già in aprile – chiarisce Mario Maiocchi, direttore Centro studi retail in Confimprese –, che trova conferma nel mese di maggio. Abbiamo un miglioramento sia a livello di settori merceologici con abbigliamento-accessori chiude a +12,6% in maggio, riportando così un po’ di ossigeno e ottimismo in un settore in forte sofferenza da mesi. È, tuttavia, necessario procedere con cautela e attendere le proiezioni dei prossimi mesi, in cui i consumi potrebbero subire un rallentamento a causa non solo del conflitto in atto, ma anche del peggioramento sul fronte inflattivo, sul costo delle materie prime e sui trasporti. Sul settore retail continuano a gravare le incognite degli affitti anche, ma non solo, a causa degli aumenti Istat e delle spese di gestione, quest’ultime, nei centri commerciali, registrano aumenti che superano abbondantemente il 20% nel complesso una vera spina nel fianco per l’intero comparto».

La previsioni per i saldi

Con i saldi alle porte, che iniziano in quasi tutta Italia il 2 luglio, tranne Toscana, Sicilia e Trentino, il Centro studi retail Confimprese evidenzia gli orientamenti d’acquisto degli italiani. Il quadro che emerge è in linea con il trend in miglioramento registrato in abbigliamento-accessori. Tra i beni da acquistare, l’80% indirizzerà gli acquisti in questo settore, il 35,2% in prodotti beauty, igiene e cura della persona, mentre al terzo posto, con il 32% di preferenze, in prodotti per la casa e l’arredo.

Il 29,8% delle famiglie dichiara che farà sicuramente acquisti durante i saldi, mentre gli indecisi, che si lasceranno guidare dalle offerte, sono il 50,2%. Il restante 20% afferma che non ha intenzione di fare acquisti. Tra chi farà acquisti (compresi gli incerti), il 15,2% afferma che spenderà più dello scorso anno, mentre il 26,6% ridurrà gli acquisti. I restanti confermano un ammontare di spesa simile allo scorso anno. Lo scontrino medio previsto per i saldi estivi è di 268 euro a famiglia (esclusi coloro che dichiarano di non voler fare acquisti). Spalmando la spesa complessiva dei saldi su tutte le famiglie italiane, si calcola una spesa media indicativa di 214 euro a famiglia.

Chi non compra

Tra le motivazioni principali di chi afferma di non voler fare acquisti o di ridurre la spesa rispetto allo scorso anno, il 67% dichiara che il periodo attuale non invoglia a fare acquisti; il 49,6% preferisce risparmiare per via della preoccupazione dell’inflazione attuale e futura; e infine il   il 43,1% preferisce risparmiare per fare altri acquisti che interessano maggiormente. I canali preferiti per lo shopping di quest’anno vedono i centri commerciali al primo posto per il 70% delle famiglie. Al secondo posto il canale online, con il 46,3% di preferenze, mentre gli outlet sono al terzo posto, indicati dal 41%.

Approfitterà del Prime day il 22,7% delle famiglie; il 52,7% valuterà all’ultimo momento e il 24,5% è sicuro di non fare acquisti. Abbigliamento-accessori è al primo posto degli acquisti durante il Prime day (indicato dal 58,9% delle famiglie che pensano di fare acquisti), mentre l’elettronica di consumo è seconda con il 37,3% di preferenze. Per il 21,3% delle famiglie, il fatto di fare acquisti durante il Prime day inciderà in modo consistente sulla somma che pensa di spendere per i saldi. Per un altro 60,7% inciderà ma in modo marginale.

Bene, dunque, il quadro emerso dalle rilevazioni di maggio, ma massima cautela nell’affrontare le previsioni dei prossimi mesi. Stefano Vittucci, consumer products and retail sector leader di EY in Italia, commenta: «I dati osservati sull’andamento dei consumi dello scorso mese, rispetto a maggio del 2019, mostrano un quadro complessivo in miglioramento e con segnali incoraggianti nonostante l’impatto che ha avuto nel tempo la crisi pandemica nel Paese, oltre che le attuali incertezze economiche. A dimostrazione di questo, abbigliamento e accessori chiude quasi a +13% e conferma la resilienza del comparto che potrebbe ulteriormente consolidarsi con l’arrivo dei saldi: le nostre stime indicano infatti che l’80% degli italiani ne approfitterà facendo acquisti proprio in questo settore, a partire dal 2 luglio. Questo trend positivo sui consumi necessità però ancora di cautela, in quanto la situazione politico-economica mondiale e la spinta inflazionistica potrebbero potenzialmente frenare la possibilità di spesa degli italiani nei prossimi mesi».

 

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