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L’inflazione in Italia lievita al 6,9%, ci sta costando 2.600 euro l’anno

In Approfondimenti, Famiglie
1 Giugno 2022
Per una coppia con 1 figlio, la batosta totale è pari a 2257 euro. Ai primi posti nella classifica dei rincari le voci legate alla casa.

Il balzo dell’inflazione in Italia a maggio

L’inflazione a maggio balza al 6,9%. Non accadeva da quasi quarant’anni. Quanto l’impennata del carovita pesi sugli italiani può essere riassunto in pochi, drammatici dati: per una coppia con due figli l’aumento del costo della vita è di 2421 euro all’anno. Per una coppia con 1 figlio, la batosta totale è pari a 2257 euro. Ai primi posti nella classifica dei rincari le voci legate alla casa, ai prodotti alimentari ed ai trasporti. A certificare la corsa dei prezzi è l’Istat che annuncia: «A maggio dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione è salta al 6,9%, un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%)».

I dati dell’Istat

L’accelerazione, spiega ancora l’Istituto di statistica, si deve ai prezzi di diverse tipologie di prodotto: dei beni energetici (la cui crescita passa da +39,5% di aprile a +42,2%), dei beni alimentari (da +6,1% a +7,1%), soprattutto dei beni alimentari lavorati (da +5,0% a +6,8%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,4% a +4,4%) e dei servizi relativi ai trasporti (da +5,1% a +6,0%). Pertanto, l'”Inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +2,4% a +3,3% e quella al netto dei soli beni energetici da +2,9% a +3,7%, rileva l’Istat. Su base annua accelerano sia i prezzi dei beni (da +8,7% a +9,7%) sia quelli dei servizi (da +2,1% a +3,1%).

«Una inflazione al 6,9% è una catastrofe. Una Caporetto per i consumi, per via degli effetti disastrosi sul potere d’acquisto delle famiglie – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. – Per una famiglia con tre figli l’aumento supera i 2.600 euro all’anno, 615 solo per il cibo». Stessa reazione da parte delle altre associazioni di consumatori che parlano di aumenti non temporanei e puntano l’indice contro la speculazione. E proprio per far sentire in modo forte l’allarme sui prezzi i Consumatori hanno deciso di scendere uniti in piazza il prossimo 10 giugno per la ’’protesta delle pentole vuote”. Le associazioni – si legge in una nota – presenteranno una piattaforma di interventi per calmierare i prezzi e combattere la speculazione, chiedendo al Governo di includere i propri rappresentanti tra le Parti sociali.

La preoccupazione dei commercianti

Allarme anche sul fronte del commercio con Confcommercio e Confimprese che vedono un futuro complesso. «L’impennata dell’inflazione, spinta dal rincaro dei beni energetici, ricade anche su tutte le altre categorie e sul commercio, già fortemente compromesso dalla pandemia», ha detto Mario Resca di Confimprese. «E’ necessario aumentare i salari per dare più potere d’acquisto alle famiglie, ma ciò si ripercuote sui prezzi al consumo in una spirale da cui é molto difficile uscire – ha aggiunto Resca. – Non possiamo fare previsioni, ma solo sperare che l’inflazione non cresca a doppia cifra».

E sul tema del carovita è intervenuto anche il governatore di Bankitalia, Vincenzo Visco, nell’ambito delle sue Considerazioni finali sul 2021. Visco ha spiegato che dal suo punto di vista di banchiere centrale «la soluzione non è inseguire i rincari con corrispondenti aumenti di stipendio – come ha auspicato da ultimo anche il commissario Ue al Lavoro Nicolas Schmit – bensì puntare su interventi di bilancio di natura temporanea, e calibrati con attenzione all’equilibrio delle finanze pubbliche».