772 visite 5 minuti 0 commenti

Allarme per l’inverno, il piano Ue: metano razionato anche alle famiglie

In Famiglie
20 Luglio 2022

Il piano Ue per l’inverno

Lo stop del gas russo ci sarà. Ormai ne sono convinti tutti, dai leader europei agli esperti internazionali. E si prospetta un inverno complicato se non si affronterà per tempo l’emergenza. Puntare su fornitori alternativi alla Russia non servirà a scongiurare una situazione drammatica per famiglie e imprese se Mosca chiuderà i rubinetti dei gasdotti. E così già si parla di razionamento del metano. L’Unione europea ha preparato un piano, che sarà illustrato oggi, in cui sono previsti tagli obbligatori dei consumi in tutti Paesi Ue. Le misure prevedono il principio di «massimo sforzo» per il risparmio energetico, uno sforzo che sarebbe vincolante in tutta l’Unione nel caso in cui scattasse il blocco russo. Nel piano sono presentati due scenari: il primo, una sorta di “pre allarme”, prevede il via libera di un regolamento che indichi l’obiettivo volontario di ogni Paese Ue a ridurre la domanda; il secondo, invece, è un “allarme” vero e proprio, in cui varrà il principio di «massimo sforzo». Non sono ancora stati tradotti in numeri gli obiettivi di risparmio, che dovrebbero essere definiti oggi nel Collegio dei commissari Ue.

Il gas stoccato

Le cifre, però, le fornisce l’Aie, l’Agenzia internazionale per l’energia, la quale «ritiene essenziale» che l’Europa adotti subito «azioni coordinate» per evitare il gas crunch nel «duro inverno che ha davanti». L’Aie ha calcolato che nei prossimi tre mesi si dovranno risparmiare 12 miliardi di metri cubi di gas in più di quelli già previsti per gli stoccaggi. Una quantità enorme, sarebbe come togliere il gas per tre mesi a 36 milioni di famiglie. «L’Europa dovrebbe essere pronta nel caso in cui il gas russo venga completamente tagliato – ha affermato Fatih Birol, capo dell’Aie, in un’intervista al Financial Times -. Più ci avviciniamo all’inverno, più capiamo le intenzioni della Russia. Credo che i tagli siano orientati a evitare che l’Europa riempia gli stoccaggi, aumentando così la pressione in vista dei mesi invernali». Secondo Birol, è il momento di adottare le misure necessarie per evitare di lasciare centinaia di milioni di cittadini e le economie europee «alla mercè del tempo o, peggio ancora, dare un potere ulteriore e non necessario» al leader russo Vladimir Putin. A questo scopo l’Aie suggerisce l’adozione di «5 misure immediate», inclusi i controlli sui consumi delle famiglie. Senza «questo tipo di misure», l’Europa «potrebbe dover affrontare tagli e contingentamenti ancora più drammatici in futuro».

Il primo passo è ridurre i consumi e riversare il gas risparmiato negli stoccaggi perché le forniture alternative, per quanto consistenti, non compenseranno i tagli di Mosca. «Raggiungere il livello di stoccaggio del 90% – sottolinea l’Aie – è ancora possibile, ma l’Europa deve agire subito e far sì che ogni giorno rimanente sia importante». In caso di massima emergenza, saranno le imprese le prime a dover fare sacrifici, ma non potrà essere evitato anche un razionamento della domanda delle famiglie. Il secondo suggerimento è quello di puntare su altre fonti energetiche, riducendo al minimo il consumo di gas. L’Aie parla di carbone, petrolio e anche di energia nucleare. Il terzo punto consiglia un maggior coordinamento tra gli operatori del gas e dell’elettricità in tutta Europa. Il quarto, invece, riguarda le famiglie che dovrebbero ridurre i consumi, con i governi chiamati a definire gli obiettivi e a effettuare i controlli. Nell’ultimo punto, l’Aie raccomanda di armonizzare la pianificazione delle emergenze a livello nazionale ed europeo. Secondo l’Agenzia, inoltre, le istituzioni devono «preparare i cittadini europei a quello che potrebbe arrivare con campagne di sensibilizzazione pubblica». «Ogni azione conta. – spiega l’Aie – Semplici passi come abbassare il riscaldamento di un paio di gradi in Europa può risparmiare la stessa quantità di gas che viene fornita in inverno dal Nord Stream».

/ Articoli pubblicati: 27

Riccardo Pelliccetti, triestino, è stato caporedattore e inviato speciale per 20 anni de Il Giornale, dopo aver lavorato per diversi quotidiani, periodici e riviste web, occupandosi di politica estera e difesa. Ma è tornato alla sua passione: l’economia. Ha pubblicato i libri “La via dell’esodo” (1997), “I nostri marò” (2013) e “Le verità negate” (2020).