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Da domani Pos obbligatorio in bar e negozi, multe a chi non lo ha: cosa cambia

In Famiglie
29 Giugno 2022
L'obbligo per commercianti, artigiani, attività di ristorazione professionisti che esercitano in proprio e hanno un rapporto diretto con il cliente, attività ricettive come hotel, B&b e agriturismi.

Il Pos obbligatorio nei negozi

«Vorrei ma non Pos». Da domani 30 giugno scatta l’obbligo per i negozi di accettare i pagamenti tramite carte di credito e bancomat. E non si arresta la polemica, con molti titolari di esercizi commerciali protestano. In realtà l’obbligo dell’utilizzo del Pos è già in vigore dal 2014 ma da giugno 2022 entrerà in gioco anche la multa per coloro che si rifiuteranno di accettare pagamenti elettronici. La multa prevista è di 30 euro e una maggiorazione del 4% dell’operazione non accettata. A dover sottostare all’obbligo i commercianti, artigiani, attività di ristorazione professionisti che esercitano in proprio e hanno un rapporto diretto con il cliente (ad esempio avvocati, notai, commercialisti, medici), attività ricettive come hotel, B&b e agriturismi. Una scelta – a detta del governo – che se da un lato vuole facilitare la vita ai consumatori, dall’altro persegue l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale. Anche per questo è previsto che le forze dell’ordine facciano controlli a tappeto per identificare i negozianti che accettano solo transazioni in contanti.

La protesta di Confcommercio

«Non si può pensare di incentivare i pagamenti elettronici attraverso il meccanismo delle sanzioni, quello che serve per raggiungere questo obiettivo è una riduzione delle commissioni e dei costi a carico di consumatori ed imprese, anche potenziando lo strumento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dall’esercente, e introdurre la gratuità per i cosiddetti micropagamenti – è la dura presa di posizione di Confcommercio che in una nota esprime tutte le proprie perplessità. «Già oggi nel nostro Paese il numero di transazioni con carte di debito, di credito e prepagate è elevato, con una crescita, nell’ultimo quinquennio, del 120% e sono oltre 4 milioni i Pos installati e attivi presso le attività commerciali e di servizi – prosegue la nota di Confcommercio. – E’ dunque evidente che il nostro sistema dei pagamenti è già in pieno sviluppo, ora va fatto di più per modernizzare ulteriormente questo processo rendendolo più efficiente e meno oneroso». «Agire per via sanzionatoria per la mancanza del Pos – conclude la nota – non è certo la strada da seguire, andrebbe invece prorogata tempestivamente la misura istituita dal decreto Sostegni-bis, in scadenza a fine giugno, che dispone l’incremento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dagli esercenti che adottano sistemi evoluti di incasso».

Il parere di Confesercenti

Anche Confesercenti non ci sta. «L’introduzione di sanzioni per chi non accetta pagamenti di qualsiasi importo con carta e bancomat è un provvedimento inopportuno e iniquo per le imprese più piccole, per le quali il costo della moneta elettronica, soprattutto sulle transazioni di importo ridotto, è già molto elevato, circa 772 milioni di euro l’anno, fra commissioni e acquisto – comodato del dispositivo» dice Confesercenti.
«Con le sanzioni non si limita dunque solo la libertà d’impresa – prosegue la nota -, ma si introduce un ulteriore aggravio, visto che le attività saranno ora costrette ad accettare pagamenti via Pos anche quando i costi sono eccessivi. Molte realtà del commercio e dei servizi, infatti, sono caratterizzate da margini molto stretti, che rischiano di essere fortemente ridotti o addirittura azzerati dal costo delle commissioni. Per queste imprese, l’introduzione di sanzioni sembra un vero e proprio accanimento. Oltretutto poco utile alla causa della moneta elettronica, la cui adozione continua da anni a crescere ininterrottamente».

Confesercenti ricorda che tra il 2014 ed il 2021, anche senza multe, i Pos nelle imprese sono più che raddoppiati, passando da 1,8 a 4,1 milioni. Una rivoluzione sostenuta a proprie spese dalle imprese, che hanno accettato aggravi importanti, con un costo medio legato all’utilizzo del Pos compreso fra l’1% della transazione per i Pos fissi e il 2,7% per i Pos cordless di ultima generazione. Si tratta inoltre di un costo con natura regressiva, che tende ad aumentare al ridursi delle dimensioni dell’esercizio. In termini assoluti, il costo per l’esercente arriva fino a 1081 euro, a seconda del tipo di dispositivo utilizzato e del relativo contratto, oltre che del volume delle transazioni».

Confesercenti conclude che è favorevole ad incentivare la moneta elettronica: «Un vantaggio per tutti, visti i rischi di sicurezza derivanti dalla gestione del contante. La strada da percorrere, però, non è quella dell’imposizione, ma della riduzione delle commissioni applicate per l’accettazione di carte di credito e di debito, che dovrebbero essere azzerate per importi fino a 50 euro. Va promossa, allo stesso tempo, la competizione tra carte di credito e di debito e i sistemi di pagamento tecnologicamente più evoluti, come quelli next-gen, il cui costo di utilizzo per gli esercenti è già oggi notevolmente inferiore, ma che rimangono ingiustamente esclusi dal provvedimento».

Il parere dei consumatori

Ben diversa la reazione delle associazioni dei consumatori. «Ben vengano i pagamenti elettronici obbligatori tramite Pos. E siamo pronti a segnalare i trasgressori» afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. «Dopo diversi tentativi miseramente falliti, finalmente entrano in vigore le sanzioni, 30 euro più il 4% della transazione rifiutata e questo servirà a scoraggiare i comportamenti scorretti, come quando ci richiedono un minimo di spesa per l’uso della carta o maggiorazioni dei costi per compensare i costi di utilizzo del Pos» prosegue Dona. «Consigliamo ai consumatori di raccogliere le prove del rifiuto fotografando cartelli esposti o filmando il rifiuto alla cassa. A quel punto potremo fare una segnalazione circostanziata (con orario e indirizzo esatto del punto vendita) alla Guardia di Finanza o anche soltanto alla Polizia locale».

Le reazioni della politica

Alla data del 30 giugno si arriva comunque dopo settimane di polemiche anche nel mondo politico. Se in molti promuovono l’operazione , centrodestra ecM5s sono critici. «Pagamenti con bancomat, una vergogna assoluta» si legge sulla pagina Facebook di Beppe Grillo «L’obbligo del pagamento con Bancomat – ha affermato Matteo Salvini ad Agorà su Rai3 – è l’ennesima mazzata per gli artigiani, i commercianti, le partite iva» Attacca il governo anche Giorgia Meloni: «Se insieme all’obbligo del pos per i pagamenti superiori ai 30 euro – è la tesi della leader di Fratelli d’Italia – il governo avesse previsto anche la gratuità dei servizi bancari ci troveremmo di fronte ad un provvedimento anche comprensibile ma purtroppo non è cosi».
Rincara Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Forza Italia: «Un conto è voler sconfiggere l’evasione fiscale, ben diverso invece è voler fare l’ennesimo regalo alle banche, scaricandolo sulle tasche di commercianti e liberi professionisti».

La fattura elettronica

Un’altra novità che scatta dal 1° luglio è dell’obbligo di fatturazione elettronica per le seguenti categorie: i contribuenti che rientrano nel regime di vantaggio, i contribuenti in regime forfettario e i soggetti passivi (associazioni sportive dilettantistiche ed enti del terzo settore) che hanno scelto il regime speciale ai fini Iva e che nel periodo d’imposta dell’anno hanno registrato proventi fino 65 mila euro.