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Reddito di cittadinanza, la svolta: «Deciso come cambierà»

In Famiglie
21 Novembre 2022

Come cambia il Reddito di cittadinanza

“Ecco come cambia il reddito di cittadinanza: chi prende soldi pubblici non può rifiutare le offerte di lavoro. Basta con la ricetta a 5 stelle dei soldi a pioggia. E l’autonomia differenziata può partire subito”. Lo ha detto a “La Verità” Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro. Il governo sta per varare la legge di bilancio. Intorno ai 30 miliardi, con due terzi delle risorse puntate sulla lotta al caro-energia. Visti gli esigui spazi di movimento, non sarà esattamente una manovra rivoluzionaria: “È una manovra emergenziale che ha come primo obiettivo quello di dare respiro agli italiani sulle bollette. Allo stesso tempo, però, è una manovra che inizia ad attuare il programma presentato in campagna elettorale agli italiani”.

La Lega ha dovuto accettare compromessi, a cominciare dalla flat tax: “In realtà, a voler ben guardare, abbiamo fatto partire tutti i temi cari alla Lega: dalle pensioni, al tetto del contante a 5.000 euro, alla cancellazione delle cartelle esattoriali fino a 1.000 euro, alla stessa estensione a 85.000 euro della flat tax al 15 per cento. Ovviamente si tratta solo della prima tappa: nel contesto che stiamo vivendo non potevamo pensare di realizzare tutto in un mese. Ricordiamoci che contiamo finalmente su una maggioranza politica, che ha davanti un’intera legislatura per realizzare i suoi obiettivi”. Certo è che il reddito di cittadinanza subirà una stretta. ‘Stop’, ha detto il premier.

Ma si è discusso a lungo su quanto debba essere poderosa la sforbiciata: “A Firenze mi sono confrontato con 90 capi del personale di aziende private: erano tutti contrari al reddito. Ma non perché non sia uno strumento contro la povertà. E’ stato giudicato sbagliato perché davvero non aiuta le persone a rientrare nel mondo del lavoro. E una pesante conseguenza di questo stato di cose è che vengono a mancare molteplici figure professionali di tutte le tipologie”. “In molti comparti, come per esempio il turismo, – continua il sottosegretario – è diventato quasi impossibile trovare manodopera di base. Il reddito di cittadinanza sta cambiando la cultura lavorativa delle persone: molti credono che l”offerta congrua’ sia semplicemente il lavoro dei sogni. Al contrario, chi percepisce un sussidio pubblico non può sottrarsi alle offerte”.

Dunque il reddito è diventato una misura puramente assistenziale: “Troppo. Non ha funzionato il sistema della formazione, i patti per l’impiego, i navigator sono stati un fallimento totale, anche perché abbandonati a se stessi”. Quindi “chi può andare a lavorare deve farlo, anche se l’offerta è per pochi giorni. E pochi giorni di lavoro non compromettono la percezione del reddito in quota parte. Nello stesso tempo, sarà fornita formazione adeguata per rientrare nel mondo del lavoro, ricordando, numeri alla mano, che ci troviamo di fronte, per la maggior parte dei casi, a una platea con bassa scolarizzazione. La parte che riguarda i lavoratori occupabili subirà senz’altro un ridimensionamento. Una fase di transizione che poi porterà all’abolizione”, ha concluso Durigon.

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