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La benzina schizza a 1,91 euro al litro, il governo valuta nuovi interventi

In Famiglie
2 Giugno 2022
Nonostante i 30 miliardi che l’esecutivo ha stanziato per arginare i rincari dei prezzi del carburante, la situazione resta estremamente critica.

I rincari della benzina

La benzina vola oltre un euro e 90 centesimi. In modalità servito sfora il tetto dei 2 euro. Così il governo immagina nuovi interventi sulle accise. Che però serviranno solo a tamponare il problema senza risolvere la questione. Nonostante i 30 miliardi che l’esecutivo ha stanziato per arginare i rincari dei prezzi del carburante, la situazione resta estremamente critica come spiega a Verità & Affari Gianclaudio Torlizzi, fondatore della società di consulenza T-Commodity. «Interventi simili incentivano, non bloccano la speculazione – spiega l’esperto – I sussidi stimolano la domanda. Per scongiurare gli aumenti e le fiammate inflazionistiche bisogna invece incidere sull’offerta iniziando a parlare di rivedere le politiche climatiche e far ripartire la produzione attraverso gli investimenti. Chi pensa che la questione dei prezzi dell’energia sia legata solo alla guerra si sbaglia. La situazione è cambiata con la pandemia per peggiorare con la guerra e i prezzi, terminato il conflitto, non torneranno quelli di prima. Per questo gli interventi tampone sono inutili. É necessario invece affrontare il problema sul lato dell’offerta, aspetto che nessuno sta curando».

L’Osservaprezzi del Mise

Intanto, secondo i dati dell’Osservaprezzi del Mise, aggiornati alle 8 del 31 maggio, il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self si è attestato a 1,914 euro/litro (contro 1,902 precedenti), con i diversi marchi compresi tra 1,908 e 1,932 euro/litro (no logo 1,905). Il prezzo medio praticato del diesel self è arrivato fino a quota 1,831 euro/litro (valore precedente 1,821), con le compagnie tra 1,807 e 1,853 euro/litro. In questa situazione é «molto probabile» che il governo intervenga ancora sulle accise, come ha anticipato la sottosegretaria all’economia Maria Cecilia Guerra a Mattina 24 su Rainews 24. «Banalmente l’aumento dei prezzi fa anche aumentare il gettito dell’Iva, che non vogliamo mettere nelle casse dello Stato, ma utilizziamo per abbassare le accise e tenere calmierato il prezzo». Intanto gli italiani sono corsi ai ripari: secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research, negli ultimi tre mesi quasi 1 italiano su 2 (46%) ha ridotto l’uso dell’auto, specialmente nel tempo libero, con l’obiettivo di risparmiare.

Con un impatto anche sui conti pubblici visto che Iva e accise pesano per circa il 55% sul costo del carburante. «Il governo sta facendo un grande sforzo per tentare di contenere i rincari dei prezzi energetici. Sui carburanti ha stanziato più di sei miliardi – ha dichiarato a Verità & Affari Luigi Gabriele, numero uno di Consumerismo no profit -. In questa fase l’esecutivo sta intervenendo anche sul gas introducendo un tetto. Ma è un dato di fatto che intanto, nonostante gli sforzi dell’esecutivo, la speculazione sui carburanti prosegue in maniera inspiegabile». Così in un Paese come l’Italia dove l’85% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada, l’aumento dei prezzi di benzina e gasolio ha un effetto valanga sui costi delle imprese e sulla spesa di consumatori. Il conto? Per la Coldiretti, siamo arrivati ormai oltre i nove miliardi solo per l’insieme delle aziende agricole.

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