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M5S voleva azzerare la povertà, sono arrivati rincari del 10% per le famiglie

In Famiglie
16 Luglio 2022

L’andamento dell’inflazione

L’inflazione continua a correre anche a giugno raggiungendo un livello che non toccava dal 1986: più 8%. L’impennata dei prezzi nel secondo trimestre di quest’anno è determinata in buona parte dai beni energetici, che aumentano in un anno del 48,7%, ma coinvolge anche beni come gli alimenti, che crescono su base annua del 9,6% se parliamo di frutta verdura, carne fresca e, in misura più contenuta, i servizi.

Il peso sui più poveri

Poiché i beni incidono in misura maggiore sulle spese delle famiglie meno abbienti, e i servizi pesano invece di più su quelle più agiate, la crescita dell’inflazione colpisce maggiormente le famiglie con minore capacità di spesa. Per le famiglie a basso reddito, infatti, passa dal +8,3% del primo trimestre al +9,8% del secondo trimestre, mentre per quelle più abbienti accelera dal +4,9% al +6,1%. Pertanto, il differenziale di classe si amplia di 3,7 punti percentuali. E pensare che i 5 Stelle quando erano al governo (ma forse risaliranno sul carro) promettevano di azzerare la povertà.

Carrello salato

Sta di fatto che l’inflazione continua a mordere le famiglie in una spirale sempre più preoccupante. E l’accelerazione dei prezzi degli alimentari, lavorati e non, spingono ancora più in alto la crescita di quelli del cosiddetto “carrello della spesa” (+8,2%, mai così alta da gennaio 1986, quando fu superiore all’8 per cento).

Otto miliardi

L’impennata dei prezzi pesa sulla spesa alimentare degli italiani per oltre 8 miliardi di euro in più nel 2022, secondo l’analisi di Coldiretti, mentre nei terreni agricoli i compensi per i raccolti decimati da caldo e siccità sono ben al di sotto dei costi di produzione, costringendo molte imprese a lavorare in perdita. Coldiretti ha basato i suoi calcoli sui dati Istat relativi all’inflazione di giugno, che evidenziano appunto un aumento complessivo del 9% dei prezzi dei beni alimentari e delle bevande rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

C’è anche il clima

La siccità con il taglio dei raccolti – sottolinea Coldiretti – spinge l’inflazione nel carrello della spesa con aumenti che vanno dal +11,7% della verdura al +10,8% per la frutta segnata da pezzature più piccole per la mancanza di acqua e gli agricoltori sono costretti al diradamento dei raccolti sulle piante per salvare il salvabile. L’estate 2022 si classifica infatti finora come la seconda più calda mai registrata in Italia, con una temperatura media a giugno superiore di ben 2,88 gradi rispetto alla media, con valori vicini al massimo registrato nel 2003, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr, che effettua rilevazioni in Italia dal 1800. E il caldo record di questi giorni prelude ad un secondo semestre bollente per il carovita.

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