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Banca Generali fa pace con il Fisco e versa 46 milioni senza multe

In Finanza
21 Settembre 2022

L’accordo di Banca Generali con il Fisco

Banca Generali si accorda col Fisco. L’istituto che fa capo al Leone di Trieste ha sottoscritto un accordo quadro con l’Agenzia delle Entrate con cui ha chiuso senza multe una vertenza sulla fabbrica prodotto in Lussemburgo per gli anni 2014-2019 con radici al 2008. La comunicazione è arrivata prima dell’avvio delle contrattazioni di Borsa e le parti hanno convenuto i termini e le condizioni per la definizione dei rilievi fiscali formulati in materia di transfer pricing.

La banca guidata dall’amministratore delegato Gian Maria Mossa sosterrà un onere effettivo di 45,99 milioni – 40,7 milioni di maggiori imposte e 5,29 milioni di interessi -, senza applicazione di sanzioni per effetto dell’esimente della penalty protection. Avendo già accantonato al fondo rischi fiscali 10,6 milioni, la banca limiterà l’onere effettivo a carico dell’esercizio a 35,4 milioni.

Fini transattivi

L’accordo si fonda sul riconoscimento ai fini transattivi di una remunerazione per il passaggio, avvenuto nel 2008, alla neocostituita BG Fml della delega di gestione di Bg sicav. La maggiore remunerazione è riconosciuta in via decrescente per i periodi d’imposta dal 2014 al 2018. Non risultano contestazioni per il periodo d’imposta 2019 in quanto gli effetti del passaggio della delega di gestione si sono esauriti nei cinque anni precedenti. L’accordo, precisa la banca, conferma la rispondenza a condizioni di libera concorrenza dell’ordinaria remunerazione delle operazioni intercorrenti tra Banca Generali e BG Fml, circoscrivendo la criticità a un evento eccezionale avvenuto nel 2008 e con riflessi fino al 2018. È stato altresì riconosciuto come Banca Generali non abbia in alcun modo contribuito alle attività esercitate da BG Fml attraverso la prestazione di servizi non contrattualizzati. La pace fiscale apre inoltre la strada alla piena attuazione delle procedure di adempimento collaborativo al quale Banca Generali è stata ammessa il 27 dicembre 2021 a valere dal periodo di imposta 2020.

Più trasparenza

«Banca Generali» si legge nella comunicazione al mercato «conferma infatti il forte impegno alla trasparenza dei rapporti con l’amministrazione finanziaria che l’ha portata, a partire dal 2020, a definire un Tax control framework per la rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale in linea con le disposizioni di legge, di Banca d’Italia, dell’Agenzia delle Entrate e della normativa Ocse pubblicata in materia. Attraverso questo approccio, Banca Generali si impegna all’apertura e collaborazione nei rapporti con l’autorità fiscale nell’interesse di tutti i suoi stakeholders, in coerenza con il percorso di crescita sostenibile e con i principi di sostenibilità che la banca ha adottato».

Intesa Sanpaolo ha confermato la raccomandazione add e il prezzo obiettivo a 32,9 euro sul titolo dopo l’accordo quadro con l’Agenzia delle Entrate. Secondo gli analisti, «l’accordo, anche se porta un impatto negativo straordinario sul conto economico limitato a 35,4 milioni, spiana la strada alla piena implementazione delle procedure di Cooperative Compliance a cui Banca Generali era stata ammessa il 27 dicembre 2021, con effetti dal periodo fiscale 2020».

Minor dividendo

«Stimiamo un impatto negativo in termini di minor dividendo per azione di circa 0,2 euro. L’importo è pari all’1% della market cap», è il commento di Equita Sim che ha confermato il giudizio hold e il prezzo obiettivo di 33 euro. Mediobanca Securities ha lasciato invariata la raccomandazione outperform e il target price di 26 euro. Nonostante ciò, il titolo Banca Generali è passato in rosso a Piazza Affari cedendo il 5,89%.

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