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La Borsa premia la strategia di Enel e le sue cessioni per 21 miliardi

In Finanza
23 Novembre 2022

La strategia di Enel

Parola d’ordine sostenibilità. Questo è l’obiettivo del colosso dell’energia elettrica Enel che, entro il 2025, prevede di gestire un totale di circa 75 gigawatt di capacità rinnovabile pari a circa il 75% della produzione totale, portando la quota di generazione senza emissioni all’83% circa. L’ad Francesco Starace al timone da 9 anni, tre mandati con possibilità di rinnovo nel 2023, ha presentato al Capital Day con gli analisti il nuovo piano strategico al 2025 che prevede cessioni per 21 miliardi a beneficio di debito e investimenti.

L’obiettivo, in un momento di grande instabilità per i prezzi dell’energia elettrica, è quello non solo di investire ma anche di dare soddisfazione agli azionisti (il dividendo è previsto in aumento) governo compreso dato che detiene ancora il 30% delle quote. Per far questo Enel è pronta a cedere le attività in Romania, Perù, Argentina. Ci sarà anche la cessione a partner in Grecia e Australia. In Brasile verranno cedute le reti di distribuzione nel nord del paese, per concentrare le attività nei grandi conglomerati urbani (SanPaolo e Rio).

Oggetto di dismissioni saranno anche le attività del gas in Spagna e Cile per approfittare del momento favorevole. I 37 miliardi di investimenti previsti saranno c0sì concentrati nei paesi «core» ossia Italia, Spagna, Stati Uniti, Brasile, Cile e Colombia. Il 40%, pari a 15 miliardi, sarà nelle reti in Europa. Le cessioni serviranno anche a ridurre il forte debito: si vuole arrivare a 51-52 miliardi di euro entro la fine del 2023, dai 58-62 miliardi stimati nel 2022.

Solidità finanziaria

«Le discussioni sulla maggior parte delle cessioni sono già avviate – ha detto Starace – siamo avanti e spero che le trattative sul gas in Cile si chiudano prima del 2022 come pure in Spagna». L’obiettivo del piano, grazie alle cessioni, che non erano previste, è, ha spiegato la società «assicurare la crescita e la solidità finanziaria coniugando un tasso di crescita annuale composto dell’utile netto ordinario del 10-13% oltre a mantenere un dividendo per azione pari a 0,43 euro nel periodo 2023-2025, in aumento rispetto a 0,40 euro nel 2022». I nuovi obiettivi del piano industriale stabiliscono che l’Ebitda raggiunga un valore tra 22,2 e 22,8 miliardi nel 2025 rispetto agli oltre 19 miliardi previsti a fine 2022. L’utile netto è invece destinato a superare 7 miliardi rispetto ai 5-5,3 miliardi attesi a fine anno.

Gli investimenti nelle rinnovabili permetteranno al gruppo di «focalizzarsi su una filiera industriale integrata verso un’elettrificazione sostenibile, soddisfacendo circa il 90% delle vendite a prezzo fisso con elettricità carbon-free nel 2025, portando la generazione da fonti rinnovabili a circa il 75% del totale, nonché digitalizzando circa l’80% dei clienti di rete». Ergo la produzione da fonti rinnovabili permetterà di fornire energia elettrica ai clienti a prezzi stabili, senza le turbolenze che hanno caratterizzato le bollette elettriche negli ultimi mesi.

Auto elettrica

Il piano prevede inoltre che i punti di ricarica per veicoli elettrici salgano da 500 mila del 2022 a 1,4 milioni nel 2025. I sistemi di accumulo dovrebbero crescere da da 99 nel 2022 a 352 megawatt circa nel 2025. Mentre le reti intelligenti che consentono la flessibilità e dunque la riduzione dei consumi nelle fasi di picco della domanda, dovrebbero passare da circa 8 gigawatt, stimati nel 2022 a 12,4 nel 2025.

Il cda di Enel verrà rinnovato per un altro triennio la prossima primavera. Un appuntamento importante per il nuovo governo guidato da Giorgia Meloni, visto che si rinnovano anche i vertici di Eni, Poste e Terna. «Non sta a me la scelta ma agli azionisti – ha detto Starace -. Il piano è impegnativo, ma il management potrà portarlo avanti se con me o senza dipenderà dalle decisioni degli azionisti».