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Finanza Mer 01 giugno 2022

Via libera all’operazione Bper-Carige, ma si devono cedere 48 filiali

Dall'Antitrust via libera all’operazione di concentrazione Bper-Carige. Ma per procedere Bper dovrà cedere a Banco di Desio e della Brianza

Bper dovrà cedere a Banco di Desio e della Brianza un ramo aziendale

Dall’Antitrust via libera all’operazione di concentrazione Bper-Carige. Ma per procedere Bper dovrà cedere a Banco di Desio e della Brianza, un ramo aziendale composto da 48 filiali ubicate in Sardegna, Liguria, Toscana, Emilia Romagna e Lazio. L’autorità garante della concorrenza ha valutato positivamente l’operazione di acquisizione da parte di Bper del controllo esclusivo di Banca Carige.

Parte essenziale dell’operazione è la cessione delle 48 filiali. La cessione del ramo aziendale è in grado di far venir meno le criticità concorrenziali cui l’operazione, nella sua iniziale configurazione quale mera acquisizione del controllo di Carige, avrebbe dato luogo su alcuni mercati interessati, in particolare per quanto riguarda la raccolta bancaria, gli impieghi a famiglie consumatrici, gli impieghi a famiglie produttrici-imprese di piccole dimensioni e a imprese di medie e grandi dimensioni, il risparmio gestito (a sua volta distinto in gestione fondi comuni di investimento, gestione su base individuale di patrimoni mobiliari (GPM) e in fondi (GPF) e gestione di prodotti della previdenza complementare), nonché il risparmio amministrato. Secondo l’Autorità la cessione delle filiali è in grado di sterilizzare gli effetti dell’acquisizione del controllo di Carige in questi mercati.

In particolare, l’operazione risulta neutra rispetto alla posizione già detenuta da Bper nelle province della Sardegna, in quanto è prevista la cessione a Banco Desio del 100% degli sportelli di Carige oggetto di acquisizione, e ne comporta anche un ridimensionamento attraverso la cessione degli sportelli sardi oggetto della autorizzazione condizionata della concentrazione Bper/Unipol, risalente al 2019, risolvendo così pure la questione pendente dell’ottemperanza a questo provvedimento. In tutti gli altri mercati le quote post-merger, per effetto dell’operazione complessiva (al netto della cessione del ramo), rimangono al di sotto della soglia del 35%, attestandosi il più delle volte al di sotto del 25%.

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