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Goldman e Bofa peggiorano i conti nel trimestre, ma limitano i danni

In Finanza
19 Luglio 2022

I conti delle banche Usa

Continua la serie di trimestrali americane. Ieri è stata la volta di Goldman Sachs e Bofa che hanno peggiorato i conti, ma alla fine, vista la situazione macroeconomica, sono riuscite a limitare i danni. Si è quasi dimezzato l’utile di Goldman Sachs nel secondo trimestre dell’anno. La banca americana ha registrato infatti guadagni per 2,8 miliardi di dollari (-47% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno) e ricavi in netta flessione a 11,86 miliardi di dollari (-23%).

I risultati sono comunque al di sopra delle stime degli analisti che attendevano ricavi compresi tra i 10,71 e gli 11,32 miliardi. Approvato un incremento dei dividendi trimestrali del 25%, a 2,50 dollari per azione. Mentre scriviamo il titolo guadagnava il 2%, ma il titolo è andato decisamente più su. Nella conference call per illustrare i risultati del secondo trimestre, il chief financial officer Denis Coleman ha affermato che la banca ha evidenziato che la banca rallenterà nel 2022 la velocità delle assunzioni a seguito del contesto difficile.

Anche Bank of America ha registrato nel secondo trimestre un calo degli utili di quasi il 34%, a causa del crollo dei ricavi dell’investment banking. La banca d’investimento di Wall Street ha visto crollare l’attività nella prima metà del 2022 per la volatilità dei mercati, le tensioni geopolitiche e il sentimento di avversione al rischio a livello globale. L’utile è sceso a 5,93 miliardi di dollari, o 73 centesimi per azione, per il trimestre conclusosi il 30 giugno, dagli 8,96 miliardi di dollari, o 1,03 dollari per azione, registrati l’anno precedente.

I ricavi del trimestre, al netto degli interessi passivi, sono aumentati del 6% a 22,7 miliardi di dollari. «I nostri clienti statunitensi sono rimasti resilienti, con saldi di deposito e livelli di spesa sempre elevati», ha dichiarato l’amministratore delegato Brian Moynihan. Bank of America ha registrato depositi medi di oltre 1.000 miliardi di dollari, in crescita del 10% rispetto all’anno precedente. Il totale dei prestiti e dei leasing, esclusi quelli del programma governativo di protezione degli stipendi, è cresciuto del 14% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, la svolta aggressiva della Fed per contrastare l’inflazione ha messo in difficoltà le prospettive dei prestiti, poiché il rapido aumento dei costi può potenzialmente danneggiare la domanda.

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