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Tutto quello che c’è da sapere sui conti presentati da Unicredit

In Approfondimenti, Finanza
28 Luglio 2022

I conti del secondo trimestre di Unicredit

Unicredit chiude il secondo trimestre con un utile netto di 2,01 miliardi (+94,5%), oltre il doppio rispetto alle stime degli analisti, e porta il risultato semestrale – compresa la Russia – a 2,28 miliardi, con oltre la metà dei profitti generati in Italia. Escludendo l’impatto della Russia, l’utile netto del gruppo nel secondo trimestre è stato pari a 1,5 miliardi. I risultati annunciati ieri consentono al gruppo di alzare la guidance finanziaria per il 2022 con ricavi previsti al di sopra di 16,7 miliardi e utile netto di circa 4 miliardi, esclusa la Russia. I target precedenti erano di un utile senza la Russia oltre i 3,3 miliardi e di ricavi di circa 16 miliardi.

Gli bilancio di Unicredit

Nel secondo trimestre i ricavi sono aumentati dell’8,9% a 4,8 miliardi e i costi operativi sono scesi del 3,8% a 2,36 miliardi. Confermato anche l’obiettivo di restituire agli azionisti almeno 16 miliardi entro fine piano. «Unicredit ha conseguito la migliore performance per il primo semestre degli ultimi 10 anni, spinta da redditività in crescita, solida generazione organica di capitale e riduzione della base costi nonostante l’impatto dell’inflazione», ha sottolineato l’amministratore delegato Andrea Orcel. «L’economia globale si trova di fronte a sfide senza precedenti e di grande incertezza. Unicredit poggia su fondamenta solide, che ci collocano in buona posizione per attraversare qualunque congiuntura macroeconomica ci attenda».

A fine giugno, l’esposizione del gruppo verso la Russia – già nel primo trimestre sono state contabilizzate prudenzialmente rettifiche su crediti per 1,3 miliardi – è stata complessivamente ridotta di circa 2,7 miliardi. Tuttavia, «grazie anche all’apprezzamento del rublo, il patrimonio netto della banca controllata nel Paese è aumentato da 1,9 miliardi a 3,5 miliardi», hanno calcolato i broker di Autonomous.

«La nostra esposizione è sotto controllo e la Russia non è più una preoccupazione per i risultati del gruppo», ha dichiarato Orcel alla domanda se l’uscita dal mercato russo sia una opzione ancora sul tavolo. «Il nostro business in Russia è funzionale e dal punto di vista economico, finanziario e di capitale l’impatto della Russia sui conti non è più una preoccupazione per noi. Siamo impegnati a ridurre gradualmente la nostra esposizione: l’abbiamo ridotta di 2,7 miliardi e continueremo a farlo in modo ordinato e razionale. Non abbiamo cambiato la nostra posizione in proposito». Idem per le eventuali fusioni e acquisizioni, ha spiegato Orcel, «la nostra posizione è sempre la stessa: deve essere un acceleratore delle nostre performance e a oggi non abbiamo trovato delle opportunità in grado di esserlo».

La parte assicurativa

Novità, invece, sul fronte della bancassurance, Unicredit ha ceduto a CNP Assurances la propria partecipazione del 49% in CNP Vita Assicura (già Aviva) per 500 milioni e ha incrementato la propria quota in CNP Unicredit Vita, dal 38,8% al 45,3%, per 70 milioni. Infine, il gruppo di piazza Gae Aulenti ha presentato richiesta alla Bce di autorizzazione della seconda tranche del programma di buyback 2021 per 1 miliardo e ha convocato a riguardo l’assemblea dei soci per il 14 settembre.

Quanto alle singole aree geografiche, l’Italia cresce e si dimostra ancora di più mercato di riferimento per Unicredit, anche alla luce della recente riorganizzazione. Gli utili nel secondo trimestre si sono attestati – secondo quanto emerge dalla lettura dei conti – a 757 milioni con un +23,7% trimestre su trimestre e un +52,5% sull’anno. Il semestre mette a segno un risultato di 1,37 miliardi, più della metà dei 2,28 miliardi a livello di gruppo. Il totale dei ricavi è di 2,16 miliardi nel trimestre (+2,9% anno su anno) , nel semestre 4,4 miliardi. Il margine operativo lordo cresce del 7,8% in un anno a 1,17 miliardi.

“Il tempismo della crisi di governo “non è dei migliori”, Mario Draghi poteva vantare “una forte credibilità” sia in Europa che negli Usa”, ha commentato ieri Orcel rispondendo alla domanda di un analista. “E’ un momento difficile per il nostro paese – ha proseguito – ma sono fiducioso che il nuovo governo assicurerà la stabilità e sono convinto che nessun governo si prenderà la responsabilità di far deragliare il Pnrr”. La Borsa, intanto, brinda ai conti: in Piazza Affari ieri il titolo Unicredit ha archiviato la seduta di ieri mettendo a segno un balzo dell’8,64% a 9,38 euro.