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De Nora sfida Piazza Affari, i dettagli sulla prossima quotazione

In Finanza
24 Giugno 2022
Ma il dividendo delude il mercato: solo il 25% dell’utile verrà distribuito

La quotazione di De Nora

Le Borse non smettono di soffrire ma non spaventano la De Nora, che, con la pubblicazione del prospetto, ha ricevuto proprio ieri il primo via libera della Consob allo sbarco in Piazza Affari. L’ appuntamento, è fissato per settimana prossima. Ora cominciano gli incontri con gli investitori per far conoscere un gruppo che a Piazza Affari non ha niente di comparabile.

Una creatura nuova che il listino italiano dovrà imparare a conoscere cominciando a sciogliere il primo dubbio: aver accelerato i tempi della quotazione è un segnale di potenza (il gruppo è così forte da non temere il mare agitato) oppure il momento dell’allarme finale: chiudere in fretta il collocamento perché in autunno è atteso lo tsunami.

Reazione favorevole alla quotazione

Ovviamente l’amministratore delegato Paolo Dellachà, sposa la prima versione e confida in una reazione favorevole da parte degli investitori. «Siamo al centro della rivoluzione industriale dell’idrogeno verde – ha detto – abbiamo registrato un livello fenomenale di crescita in questi anni e siamo fiduciosi nel percorso che ci aspetta in futuro». E se il prezzo di collocamento dovesse schiacciarsi sulla parte bassa della forbice (13,50 euro)? Se tutto andrà bene, ha spiegato Dellachà la Borsa potrà partecipare alla creazione di valore legata al rialzo del titolo. «Indipendentemente dalla condizioni di mercato – ha fatto eco il direttore finanziario Matteo Lodrini – stiamo lavorando da oltre un anno per accedere al mercato dei capitali e riteniamo che il nostro progetto di lungo termine possa essere apprezzato dagli investitori». Nel corso degli incontri, oltre all’attività i capi dell’azienda dovranno spiegare bene anche alcune scelte di bilancio. A cominciare dall’annuncio che verrà distribuito solo il 25% degli utili. Un dividendo che Piazza Affari, ormai abituata a cedole molto più generose, potrebbe ritenere fin troppo avaro.

«L’azienda -ha annunciato Dellachà – ha sempre pagato il dividendo , anche quando ha fatto acquisizioni, perché siamo impegnati in una attività profittevole». La transizione energetica è una grande sfida ma richiede tempo e capitali. «De Nora – ha proseguito l’amministratore delegato- è riconosciuta da istituti indipendenti come numero uno mondiale degli elettrodi metallici rivestiti, degli elettrolizzatori per la produzione di idrogeno verde e nelle tecnologie per il trattamento delle acque».

Per quest’anno il gruppo prevede una «crescita importantissima» con una capacità produttiva di idrogeno verde di 2 Gw in elettrodi e di 1 Gw in celle, grazie alla partnership con Thyssenkrupp in Tk Nucera (66% Thyssenkrupp e 34% De Nora). Con all’attivo oltre 200 brevetti e 100 ricercatori, il gruppo ha chiuso il primo trimestre con ricavi in crescita del 79,8% a 200 milioni, un Mol di 55 milioni e un portafoglio ordini cresciuto del 12% a 613 milioni. Opera in 100 Paesi con 1.725 dipendenti e 26 società, di cui 14 manifatturiere e 5 centri di ricerca tra Usa, Giappone e Italia (Milano).

Le tecnologie di De Nora

«Le nostre tecnologie – sottolinea Dellachà – stanno alla base di tutti i processi industriali dei nostri clienti. Contiamo di poter diventare leader nella transizione energetica». Il progetto di quotazione prevede un flottante al 20%. Gli attuali soci, la famiglia De Nora al 64% e Snam al 34% cederanno quote, mantenendo il controllo la prima e un ruolo rilevante la seconda. «Insieme – ha concluso Dellachà – stiamo lavorando per la prima gigafactory italiana a idrogeno verde prevista dal Pnrr, speriamo di poterla fare molto presto e, se posso sbilanciarmi, molto vicino a Milano».