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AperturaFinanza Mar 24 gennaio 2023

Con Deodato.Gallery la street art debutta in Borsa. La prossima sfida il Metaverso

Con Deodato.Gallery la street art debutta in Borsa. E la prossima sfida è il Metaverso con L'Isola di Deodato Deodato Salafia, fondatore di Deodato.Gallery

Con Deodato.Gallery la street art debutta in Borsa

Deodato.Gallery, società attiva nel mercato dell’arte contemporanea con focus principale nel segmento della street art e della pop art, debutta in Borsa. Per la prima volta una galleria d’arte si quota sull’Euronext Growth Milan (EGM), il mercato di Piazza Affari dedicato alle Pmi e alle società ad alto potenziale di crescita. Il gruppo con le sue dieci gallerie tra Italia ed estero controlla i brand Deodato Arte, Wunderkammern Gallery, Deodato.Tech e Love Spot Galleries e ha concluso il collocamento con una raccolta complessiva di 2,2 milioni di euro, a fronte di una domanda pari a circa 2,3 volte l’offerta.

Da Chagall a Mister Brainwash

Il gruppo nasce nel 2010 dall’idea di Deodato Salafia, informatico torinese che dopo aver ceduto la sua società tech a un grande gruppo, decide di trasformare la passione per l’arte e il collezionismo in un’attività. “Due le tappe fondamentali della mia carriera da gallerista” racconta a Verità&Affari Salafia. “La prima, nel 2015, con la mostra di litografie di Chagall, con pezzi da 5 mila a 60 mila euro, che andarono subito sold out. E la seconda nel 2019, quando ho puntato con coraggio sullo street artist Mister Brainwash. Un’esperienza che ci ha portato a interessarci a livello professionale di un super artista come Bansky”.

La Borsa una scelta di trasparenza

E con la quotazione Salafia punta a un nuovo salto di qualità. “La Borsa è una scelta di trasparenza da tutti i punti di vista per un mondo percepito come oscuro” afferma il gallerista. “Io, invece, non ho paura di mettermi a nudo, di essere trasparente, anche se molti mi criticano perché sul mio sito di e-commerce metto ben in vista i prezzi delle opere”.

Un flottante sopra il 13% del capitale

Il collocamento privato, rivolto principalmente a primari investitori istituzionali, italiani ed esteri, e a investitori professionali, ha riguardato 4.299.000 azioni ordinarie di nuova emissione rivenienti da apposito aumento di capitale, a un prezzo di offerta pari a 0,50 euro per azione. L’operazione prevede anche l’emissione di 4.299.000 warrant, uno per ogni azione ordinaria detenuta. La capitalizzazione di mercato della società post collocamento, calcolata sulla base del prezzo di offerta, è pari a circa 15,6 milioni di euro, con un flottante pari al 13,72%.

Crescita all’estero e nelle città di provincia

“Ho scelto di collocare a un prezzo basso e di seguire le indicazioni di consulenti che mi hanno convinto a essere market friendly” continua Salafia. “L’obiettivo è far crescere l’azienda e più avanti pensare anche a un aumento di capitale. Con il denaro raccolto continuerò ad acquisire nuovi artisti quotati a livello internazionale, perché voglio avere delle esclusive territoriali”.

Ma le risorse serviranno anche per gli investimenti in tecnologia e “per acquisizioni mirate all’estero, perché penetrare sui mercati esteri è molto complesso. Ormai l’Italia ci sta un po’ stretta, ma per crescere ancora apriremo in alcune città di provincia”.

Crescita a doppia cifra nel 2022

Intanto il 2022 si è chiuso con un fatturato di 9 milioni di euro contro i 6,5 del 2021 e con un Ebitda margin sempre sopra al 21%, una crescita a doppia cifra che Deodato.Gallery ha registrato anche durante il difficile periodo del Covid, grazie soprattutto al sito di e-commerce. Il prossimo obiettivo, invece, è il Metaverso. “Ci ho investito nel 2020 prima che Facebook ci puntasse creando L’Isola di Deodato. Ci credo molto perché stiamo ripercorrendo quello che è accaduto per il web nel 1998. Nessuno ci credeva e poi ci siamo accorti che senza non si può stare” continua il gallerista. “Per questo mi aspetto che tra due anni tutti lo utilizzeranno, soprattutto quando usciranno occhiali e device per navigarci”.

Da informatico prestato all’arte, Salafia ha puntato fin da subito sulla tecnologia. “Il web accorcia tempi e spazi, rende più fruibile le opere, anche se mi rendo conto che toglie un po’ di allure al prodotto” conclude il gallerista “ma ora riceviamo più di 100 mail al giorno che chiedono informazioni o scaricano la brochure. Oramai i siti sono strumenti non più derogabili”.

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