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Elkann molla l’Italia, Exor lascia Piazza Affari e se ne va ad Amsterdam

In Finanza
30 Luglio 2022

Exor lascia la Borsa di Milano

Un altro passo degli eredi Agnelli per allontanarsi dall’Italia. E questa volta potrebbe essere quello decisivo perché riguarda direttamente Exor, la cassaforte che racchiude il tesoro del gruppo. Ieri il consiglio d’amministrazione ha annunciato che la società lascerà la Borsa di Milano per quotarsi ad Amsterdam. In questo modo vengono ad allinearsi la sede sociale e il listino azionario. Se questa è la strada non è da escludere che, prima o poi, la strada venga seguita anche dal resto del gruppo. Tanto Ferrari, quanto Cnh e Iveco, da tempo hanno spostato la sede nella capitale olandese.

Per gli investitori non cambierà moltissimo visto che entrambi i listini fanno parte del circuito Euronext. Non cambierà nulla sulle procedure del buy back di cui ieri è stata annunciata la seconda tranche per 250 milioni. Le azioni riacquistate spiega Exor – potranno essere utilizzate per soddisfare le necessità legate al nuovo piano di incentivazione 2022-2024 della società. Cambierà molto, invece, sotto il profilo della comunicazione: per gli eredi Agnelli l’Italia non è più la sede dell’impero ma solo una provincia. E nemmeno la più importante considerando che, insieme all’uscita da Piazza Affari è stato annunciato da Exor un nuovo investimento in Francia.

L’acquisizione di Exor

Riguarda l’acquisizione del 10% dell’Institut Merieux di Lione, per «una partnership di lungo termine». L’investimento sarà di 833 milioni di cui un un terzo, cioè 278 milioni è stato versato. Il resto entro l’anno. John Elkann entrerà nel consiglio di amministrazione della società. L’istituto Merieux è un’eccellenza francese nel campo della cura delle malattie infettive e della lotta al cancro. Fattura 3.7 miliardi e ha ventimila dipendenti. Il controllo fa capo agli eredi del fondatore Marcel Merieux, ex allievo di Pasteur. La nuova operazione conferma che a Elkann l’alleanza con le storiche dinastie francesi piace molto. Anche Stellantis nasce a Parigi dall’accordo con gli eredi Peugeot.

Probabilmente un’inclinazione che il nipote dell’Avvocato coltivava da tempo. Ma fino a quando c’è stato Sergio Marchionne al timone ha dovuto contenersi per non perdere l’uomo che miracolosamente aveva salvato la Fiat dal precipizio. Fosse andata in porto l’acquisizione della General Motors la storia avrebbe preso un’altra deriva. Nel momento decisivo, però, gli azionisti del colosso Usa, a cominciare da Warren Buffett, il finanziere più influente del mondo, chiesero a Elkann di fermarsi consentendo a Mary Barra, appena arrivata a Detroit, di preparare le barricate.

I rapporti fra John e Marchionne si guastarono ma nel frattempo il super-manager aveva problemi personali ben più importanti di cui occuparsi. La sua scomparsa, il 25 luglio di quattro anni fa, lasciò tutto il potere al nipote dell’Avvocato che, affidata l’auto alle cure di Carlo Tavares si è dedicato alla sua vera passione che è la finanza. L’ingresso delle azioni Exor al listino di Amsterdam avverrà entro Ferragosto. A fine settembre ci sarà l’addio a Milano.

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Giornalista economico finanziario da oltre 50 anni, ha cominciato nel 1974 al Giornale di Sicilia. Ha lavorato rivestendo ruoli di caposervizio e inviato per il Corriere della Sera, La Repubblica e Libero.