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Unicredit, le fusioni possono attendere. Orcel aggiusta il tiro

In Finanza
22 Settembre 2022

Le acquisizioni annunciate da Unicredit

Nessuna operazione pronta, ma attenzione alle opportunità che dovessero presentarsi, in Italia o in altri paesi. Andrea Orcel aggiusta il tiro dopo che un’intervista alla stampa tedesca aveva innescato i rumors sulla possibilità di una acquisizione imminente da parte di Unicredit. «Ho detto una cosa ovvia: l’M&A è uno strumento che, in situazioni giuste, permette di acquisire obiettivi strategici; alle condizioni giuste è da fare», ha spiegato il manager a margine della presentazione dell’iniziativa Teach for All.

Le condizioni di Unicredit

«Se abbiamo le opportunità» e le «condizioni giuste in un paese» faremo aggregazioni e fusioni «ma questo non vuol dire che domattina annuncio un’operazione», ha spiegato Orcel. «Dico quello che direbbe qualsiasi ad di banca o azienda. Da quando sono qui ci siamo sempre comportati in maniera lineare». Il numero uno di Unicredit è anche tornato sulla mancata fusione con Mps. Orcel ha spiegato come «i parametri che avevamo per l’operazione li avevamo condivisi con il governo. Non ci siamo riusciti non per cattiveria e in maniera costruttiva ci siamo tirati indietro, non solo noi ma anche l’altra parte».

L’effetto sui tassi

Lo scenario attuale di profonda incertezza non sembra adatto a incoraggiare operazioni ambiziose sul versante delle acquisizioni. Se un lato lo scenario di tassi in rialzo impatta positivamente sui bilanci bancari, la crisi economica potrebbe far tornare d’attualità il tema delle sofferenze che le banche italiane hanno faticosamente lasciato alle spalle. Ogni 100 punti base di aumento dei tassi di interesse «abbiamo un miliardo di ricavi in più», ha spiegato Orcel secondo cui questo aumento «è a bocce ferme, senza crescita e aiuta ad assorbire le sofferenze che senza dubbio saliranno».

«Abbiamo la fortuna – ha aggiunto – che Unicredit entra in questa crisi che speriamo non sia negativa come ci apsettiamo tutti, da posizione una di estrema forza con capitale a 15,73%. Abbiamo anche ridotto sofferenze dal 6% a sotto il 3% e aumentato le coperture a tale livello che in Italia abbiamo un costo del rischio negativo», ha sottolineato. «Quando non possiamo fare coperture creiamo accantonamenti anticiclici che mettiamo da parte adesso per essere eventualmente assorbiti».

Le cedole

In questo scenario, «Unicredit quest’anno conseguirà gli obiettivi di piano vuol dire che se li conseguiamo li dobbiamo portare a casa, allora saremo in una posizione di distribuire» il dividendo ai soci. «Quando valuteremo quello che ci possiamo permettere – ha spiegato il manager – avremo tutte queste riserve nello zaino per prendere una decisione bilanciata».

Per cercare di arginare l’impatto della crisi economica UniCredit e le altre banche «hanno un dialogo aperto con il governo», ha spiegato il numero uno di Unicredit, per lavorare sugli «strumenti più adatti per gestire lo shock della crisi». Su questo fronte, ha comunque spiegato, «i governi dei Paesi europei stanno valutando come gestire la crisi nel modo migliore».