Manovra, da Bruxelles arriva un via libera condizionato
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GovernoIn evidenza Mar 21 novembre 2023

Manovra, da Bruxelles arriva un via libera condizionato

Per l'Unione, la manovra "non è perfettamente in linea". Ma l'Italia non è sola. Bruxelles chiede modifiche anche a Germania e Francia Manovra, da Bruxelles arriva un via libera condizionato
Redazione Verità&Affari
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Dopo il giudizio positivo delle agenzie di rating – l’ultimo in ordine di tempo da Moody’s – il Governo Meloni ha ricevuto dalla Commissione europea il parere sul Documento programmatico di bilancio (Dpb) per il 2024, lo scheletro della manovra che è stata approvata a Palazzo Chigi. Bruxelles ha definito il documento “non pienamente in linea” alle raccomandazioni del Consiglio.

Un giudizio che la Commissione ha emesso anche con per altri otto Paesi, Germania inclusa. Per l’Italia l’invito è quello di “tenersi pronta” ad adottare le misure necessarie. Altri quattro Paesi sono stati giudicati “non in linea” – tra questi c’è la Francia –, a loro viene invece chiesto di adottare le misure per garantire che il bilancio 2024 sia in linea con le raccomandazioni. L’Italia, secondo l’esecutivo Ue, si trova inoltre di nuovo in squilibrio macroeconomico e secondo l’iter dovrà condurre esami approfonditi con altri 11 Paesi, Germania inclusa.

I punti dolenti

Le raccomandazioni Ue all’Italia per il 2024 chiedevano di limitare la crescita della spesa all’1,3%, e secondo le ultime previsioni Ue sarà lo 0,9%. La Commissione ha però evidenziato che con il superbonus nel 2023 questa è stata superiore alle attese e tenendo conto dello “scenario di base” nella conformità della manovra “il conseguente tasso di crescita nel 2024 sarebbe superiore al tasso di crescita raccomandato, dello 0,6% del PIL”. Per questo, ha spiegato Bruxelles, “la spesa primaria netta finanziata a livello nazionale è valutata come non completamente in linea con la raccomandazione”.

Il Dpb è un documento programmatico che viene inviato alla Commissione europea entro il 15 ottobre di ciascun anno nel quale i Paesi dell’area dell’euro illustrano all’Europa in forma sintetica (con tabelle) e standardizzata il proprio progetto di bilancio per l’anno successivo. Entro il 30 novembre, la Commissione europea adotta, e presenta all’Eurogruppo, un parere sul Dpb in cui viene valutata la conformità dei programmi di bilancio alle raccomandazioni formulate nell’ambito del Semestre europeo, nonché la congruità della manovra rispetto agli obiettivi programmatici indicati dallo Stato membro.

Il parere, per ogni singolo paese e per l’area dell’euro nel suo complesso è reso pubblico. Nel caso in cui sia riscontrata un’inosservanza particolarmente grave degli obblighi assunti nel Patto di stabilità e crescita, al Paese potrà essere chiesto di rivedere il proprio documento programmatico di bilancio per tenere conto delle osservazioni formulate dalla Commissione.

(Teleborsa) 

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