Meloni parte con la riorganizzazione, via ai comitati interministeriali
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GovernoPrimo piano Sab 05 novembre 2022

Meloni parte con la riorganizzazione, comitati interministeriali per il Mare, il Sud e l’energia

Altra novità nella riorganizzazione dei ministeri sono i Comitati interministeriali per le politiche del mare, con il compito di assicurare. Meloni parte con la riorganizzazione, comitati interministeriali per il Mare, il Sud e l’energia Il premier Giorgia Meloni
Redazione Verità&Affari
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I comitati interministeriali

Un Consiglio dei ministri concentrato ieri soprattutto sulle misure economiche ma anche sulla riorganizzazione dei ministeri con le relative deleghe, necessarie per mettere in pratica la strategia del governo di Giorgia Meloni. Tra le deleghe più importanti c’è quella ai servizi, che sarà affidata ad Alfredo Mantovano. Il suo nome aleggiava da tempo ma c’era un’incompatibilità prevista dalla legge tra l’incarico di governo (è sottosegretario alla presidenza del Consiglio) e la delega al sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica. Di fatto chi ha la delega ai servizi non potrebbe averne altre. Con una nuova norma è stata stabilita l’eccezione delle funzioni proprio di sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Altra novità nella riorganizzazione dei ministeri è il Comitato interministeriale per le politiche del mare, con il compito di assicurare il coordinamento e la definizione degli indirizzi strategici delle politiche del mare. Il Comitato provvede alla elaborazione e approvazione del Piano del mare, con cadenza triennale ed è presieduto dal presidente del Consiglio o dal ministro delegato per le Politiche del mare – nel caso sia nominato.

È inoltre composto – in caso siano nominati – dal ministero per le Politiche europee e da quelli degli Affari esteri, della Difesa, dell’Economia, delle Imprese e del made in Italy, dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, dell’Ambiente e della sicurezza energetica, delle Infrastrutture, della Cultura e del Turismo. Al Comitato, partecipano anche gli altri ministri con competenza nelle materie oggetto delle tematiche che vengano poste all’ordine del giorno. Il Piano del mare conterrà gli indirizzi strategici in materia di blue economy e cioè la valorizzazione ambientale, logistica ed economica del mare. Di fatto dal sistema portuale al turismo, dalla pesca allo sfruttamento delle risorse energetiche, fino alla valorizzazione del demanio marittimo, con particolare riferimento alle concessioni balneari.

Ci sarà, inoltre, un Comitato strategico per il Sud che avrà il compito di redigere il piano strategico pluriennale, aggiornato annualmente. Per la sua redazione o monitoraggio il presidente del Consiglio e, il ministro delegato per il Sud, possono avvalersi del Nucleo per la valutazione ed analisi della programmazione. Quanto alla sua struttura, il Comitato sarà presieduto dal presidente del Consiglio o dal ministro delegato per le politiche del Sud e sarà poi composto ministro per le politiche di coesione, e dai ministri dell’Economia, dell’Agricoltura, delle Imprese, delle Infrastrutture, della Cultura e del Turismo.

Nasce anche il Comitato interministeriale per la transizione ecologica che approverà il Piano per la transizione ecologica al fine di coordinare le politiche anche in materia di sostegno e sviluppo delle imprese in materia di produzione energetica. Infine, ci saranno pure il Comitato interministeriale per il made in Italy nel mondo con il fine di indirizzare e coordinare le strategie in materia di promozione e internazionalizzazione delle imprese italiane e una struttura al ministero delle Imprese che sia di supporto e tutela ai diritti delle imprese proprio per agevolare gli investimenti, allargando inoltre il potere sostitutivo del ministero in caso di autorizzazioni bloccate relative a investimenti rilevanti (non più 50 milioni ma 25).

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