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ImmobiliarePrimo piano Lun 15 gennaio 2024

Immobiliare 2024, compravendite in calo ma prezzi ancora su

Secondo Tecnocasa in città non si prevedono prezzi in discesa, specialmente a Milano dove la previsione è di un aumento di circa il 3%. Immobiliare 2024, compravendite in calo ma prezzi ancora su
Maddalena Camera
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Maddalena Camera

Compravendite in flessione ma prezzi stabili o in leggera crescita. Queste le previsioni per il 2024 sul settore immobiliare del gruppo Tecnocasa. E dunque se il 2023 chiuderà, si stima, intorno alle 680 mila transazioni, in calo rispetto al 2022 le previsioni per il 2024 suggeriscono un’ulteriore contrazione che porterà i volumi intorno a 650 mila.

Nuove costruzioni in rallentamento nell’hinterland delle grandi città

“I tassi di interesse, ancora elevati e per i quali si prevede un miglioramento per il 2024, unitamente alla prudenza delle banche, sono elementi che rendono l’accesso al credito ancora difficoltoso, soprattutto per chi ha necessità di ricorrere a finanziamenti importanti. Questo potrebbe portare a una riduzione dei prezzi, in particolare per le tipologie più popolari e per le metrature più ampie. I tagli piccoli che non chiedono capitali importanti non dovrebbero subire importanti ribassi- ha spiegato Fabiana Megliola responsabile ufficio studi di Tecnocasa– Non ci aspettiamo impatti negativi sulle tipologie top, signorili e su quelle di nuova costruzione, in ottimo stato ed efficienti, per le quali si è anche disposti a spendere qualcosa in più. La realizzazione di nuove costruzioni sarà più facile che avvenga nelle grandi città mentre potrebbero rallentare nell’hinterland e nei capoluoghi di provincia laddove i costi di costruzione fossero troppo alti per garantire un buon assorbimento sul mercato. Previsioni di ribasso dei valori anche per le soluzioni da ristrutturare che richiedono lavori significativi. E dunque i prezzi nonostante la diminuzione della disponibilità di spesa, terranno, soprattutto nelle grandi città. Il gap tra le richieste dei proprietari e la diminuita disponibilità di spesa porterà a un allungamento dei tempi di vendita fattore questo già avvertito nella seconda parte del 2023″.

Locazioni: i proprietari preferiscono gli affitti brevi

Da registrare, sempre secondo Tecnocasa, che la locazione rimarrà una componente importante del mercato sia a breve sia a lungo termine ma, in quest’ultimo caso, con una maggiore attenzione alla solvibilità dell’inquilino a cui potrebbero essere richieste maggiori garanzie. Fatto per cui molti proprietari preferiscono l’affitto breve. Per questo l’offerta di case in locazione a lungo termine potrebbe subire un ulteriore aumento dei canoni che però rischia di non essere più sostenibile. Naturalmente occorrerà considerare l’evoluzione dell’economia, per la quale si prevede una crescita ancora debole ma anche il il trend che avrà l’inflazione la fiducia di imprese e consumatori.

Per Milano, Roma, Napoli e Bari prezzi in crescita dal 3 al 4%

Nelle grandi città dunque non si prevedono per il mercato immobiliare prezzi in discesa specialmente a Milano dove la previsione è di un aumento di circa il 3%, superiore dunque alla media nazionale, come anche a Napoli e Roma. Mentre per Bari si prevedono rialzi di prezzo fino al 4%.

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