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Superbonus al 110% fino a fine anno? Cosa succede dopo l’alt del governo

In Immobiliare
14 Novembre 2022

Proroga fino a fine anno del Superbonus

«Chiediamo al governo, prima che la norma venga pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, che venga spostato almeno al 31 dicembre il termine ultimo per l’inizio lavori per i condomini con accesso al superbonus ancora al 110%». Lo dice Giorgio Spaziani Testa presidente di Confedilizia, l’associazione dei proprietari di case, che chiede il Superbonus fino a fine anno.

Il brusco alt imposto da Palazzo Chigi all’agevolazione fiscale, che per i condomini e gli edifici di un unico proprietario fino a 4 unità immobiliari doveva terminare a fine 2023, ha messo nelle peste molti piccoli proprietari. Dato che nei condomini i lavori inerenti al Superbonus 110% erano già stati deliberati ma non ancora iniziati. Dall’anno prossimo infatti la detrazione passa dal 110% al 90%. Ecco perchè la richiesta di prorogare il Superbonus fino a fine anno.

Il Superbonus ha favorito i costruttori

«Gli incentivi sulla ristrutturazione degli immobili con varie percentuali di detrazione ci sono da 25 anni – spiega Spaziani Testa -. Il Superbonus era stato pensato dal governo Conte come un forte incentivo alla ripresa economica dopo la pandemia e non certo per favorire i proprietari di case. E infatti quelle che hanno spinto sono state le associazione dei costruttori. Inoltre bisogna chiarire che il Superbonus e gli altri ecobonus sono misure di efficientamento energetico degli edifici. In pratica si è anticipata una misura che potrebbe diventare obbligatoria se l’Ue obbligherà gli Stati membri a varare direttive per adeguare gli edifici entro determinati parametri energetici».

Secondo quanto spiegato dunque non è corretto imputare ai proprietari di case di averne approfittato. E anche sul mancato controllo dei costi, il governo ha detto che venivano accettati preventivi altissimi senza controllare i costi «perché tanto pagava lo Stato» c’è molto da dire. Infatti, come messo in risalto più volte, il breve periodo di tempo per il quale era previsto il Superbonus e il bonus facciate per i condomini al 90% (che oltretutto a differenza del 110% non aveva tetti di spesa) ha causato una forte accelerazione dei lavori edili. Tutti volevano ristrutturare nello stesso momento con il risultato di aver provocato un aumento dei materiali, raddoppiando persino il costo del ponteggio, e della manodopera facendo lievitare i costi.

Le lacune lasciate dai 5 Stelle

Insomma la misura, fortemente voluta dal Movimento Cinquestelle, come del resto il reddito di cittadinanza, pur avendo una buona intenzione è stata progettata con evidenti lacune. Adesso i nodi vengono al pettine con il governo che si lamenta per i costi che deve sopportare. In realtà quei 50 miliardi di lavori ammessi alla detrazione fiscale, che diventano 60 considerando il 110%, hanno contribuito e non di poco alla crescita del Pil. «Noi non contestiamo la scelta politica di abbassare le aliquote, nessuno pensava che il superbonus fosse per sempre – aggiunge Spaziani Testa – ma il brusco arresto porterà a perdite di denaro non solo alle imprese edili ma anche ai proprietari. Inoltre c’è un altro problema. Ossia sbloccare la cessione del credito d’imposta che, a nostro avviso, è una misura molto urgente».

La detrazione per il settore edilizio

Un problema di non facile soluzione e che, ovviamente, come aver portato la detrazione al 90% rallenterà molto il settore edilizio visto che ci saranno sempre meno condomini che potranno permettersi lavori di ampia portata come sono i lavori di efficientamento energetico.

«La cessione del credito era una misura a favore delle persone meno abbienti – dice ancora il presidente di Confedilizia – dato che non tutti hanno capienza fiscale per poter fare certi lavori e neppure la capacità di finanziarli direttamente. Senza la cessione sarà davvero difficile per i condomini deliberare lavori di superbonus. E anche la misura varata per le villette unifamiliari è evidentemente pensata per fermare il provvedimento».