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La verità sul Superbonus 110%: quanto è costato e cosa ha prodotto

In Immobiliare
14 Luglio 2022

I numeri del Superbonus 110%

Il Superbonus 110% in chiaroscuro per Nomisma. Da un lato infatti è la misura più espansiva dell’ultimo secolo con 38,7 miliardi già spesi, creando poco meno di 700mila nuovi posti di lavoro. Dall’altro è la più regressiva perché ha giocato a favore soprattutto della classe media del Nord riqualificando appena lo 0,5% del patrimonio immobiliare del Paese. Sono due facce di una stessa medaglia della misura più controversa degli ultimi e al centro di un braccio di ferro fra forze politiche e governo di Mario Draghi.

Secondo il primo Bilancio sociale e ambientale del Superbonus 110%, stilato da Nomisma e svelato in un convegno organizzato Ance Emilia, la misura ha generato un valore economico pari al 7,5% del prodotto interno lordo nazionale. Con un risparmio medio annuo in bolletta da 500 euro per beneficiario. Detta in altri termini, i 38,7 miliardi investiti hanno creato valore per 124,8 miliardi. Rivitalizzando i comparto delle costruzioni, con un valore diretto di 56,1 miliardi. «A questi si aggiungono 25,3 miliardi di euro generati dalla catena di azioni e reazioni indotte dalla produzione del prodotto costruzioni – ha spiegato Nomisma in una nota congiunta con Ance Emilia -. In ultimo, le produzioni dirette e indirette remunerano il fattore lavoro con redditi che alimentano una spesa in consumi finali che richiede maggiori produzioni, comportando così un valore indotto di 43,4 miliardi di euro.

Gli effetti sull’occupazione

Sotto il profilo sociale il bilancio varata dal governo di Giuseppe Conte è positivo. «I 38,7 miliardi già investiti hanno comportato nel settore delle costruzioni un aumento di occupati pari a 410 mila unità, e nei settori collegati si è visto un aumento di 224 mila unità, per un totale di 634 mila occupati in più» ha evidenziato Nomisma. «Ben 483 mila famiglie con reddito medio-basso (sotto i 1.800 euro) hanno avuto l’occasione, grazie al Superbonus, di effettuare lavori di riqualificazione energetica profonda alla propria abitazione a costo zero» ha chiarito la nota, sottolineando che la riqualificazione effettuata ad oggi sui 147.242 cantieri conclusi ha consentito un incremento del valore immobiliare di almeno 4,8 miliardi.

Gli effetti sull’ambiente

Secondo il centro studi, c’è poi anche un impatto ambientale del Superbonus. Soprattutto del modo in cui «l’investimento effettuato abbia contribuito e possa contribuire fattivamente alla politica di transizione ecologica» come ha precisato Nomisma. Il tema è di particolare rilievo se si considera che, come ricordano gli esperti, il settore delle costruzioni è uno dei maggiori produttori globali di CO2, responsabile di circa un terzo delle emissioni globali.

L’analisi di Nomisma sul Superbonus 110%

Secondo l’analisi condotta da Nomisma per Ance Emilia, il Superbonus «ha già consentito di contenere in maniera significativa l’impronta ecologica dei cantieri con una riduzione di 979 mila tonnellate di CO2, pari ad un risparmio di CO2 del 46,4% con 3 salti di classe energetica». Inoltre, sempre secondo il centro studi, la misura sta rappresentando «quasi il 50% dell’incremento di potenza rinnovabile (fotovoltaico/pannelli solari) installata sul parco immobiliare italiano in termini di numero di interventi: grazie a tale strategia, sono stati immessi in consumo ben 106 milioni di kW annui di energie rinnovabili – con una previsione di inserimento di ulteriori 37 milioni per i cantieri ancora in attivazione».

Nella visione di Nomisma ed Ance, questi dati fanno del Superbonus un tassello fondamentale all’interno della strategia nazionale della transizione ecologica. Infine, l’indagine ha evidenziato come il Superbonus operi «esclusivamente sul patrimonio immobiliare esistente, producendo effetti positivi sul contenimento di consumo di suolo e minori investimenti sulla realizzazione di servizi e infrastrutture collegate». Anche in questo caso, i vantaggi generati dall’investimento immobiliare, da parte dei beneficiari del Superbonus, non sono da poco (15,3 miliardi). Ma non ha contabilizzato il peso delle truffe )oltre 5 miliardi) che in buona parte però sono legate a crediti fasulli di altri bonus edilizi.

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Giornalista di economia e finanza. Ha lavorato per i principali editori italiani fra Milano, Roma e Parigi. È autrice del libro "Vincent Bolloré, il nuovo re dei media europei" (2015), recensito in Italia e all'estero e attualmente unico libro in inglese sul miliardario bretone, e "Telecommedia a banda larga, cronaca breve della disconnessione politica italiana" (2020). Unico giornalista italiano citato da Reporters without borders nel rapporto sugli Oligarchi alla conquista dei media del Vecchio continente.