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I Benetton si dividono sulla vendita di 1,5 miliardi di immobili

In Imprese
12 Luglio 2022

La vendita degli immobili di Edizione Property

Può succedere che quattro rami “pesanti” nella stessa famiglia non la pensino allo stesso modo. E che le intenzioni tra chi vuol cedere degli asset per puntare forte su altri e chi ha – diciamo così – idee più conservative, non vadano nella stessa direzione. Così, nonostante esistano delle trattative in atto, anche abbastanza bene avviate, la famiglia decida di congelare tutto.

È quanto successo ai Benetton – i rami della famiglia in questione sono quelli che fanno riferimento a Giuliana, Carlo, Gilberto e Luciano – in merito a Edizione Property, la holding a cui fanno capo le attività immobiliari del gruppo. Nelle scorse settimane si sono succedute le notizie su un possibile mega-deal – sarebbe stato con il suo miliardo e mezzo di valore il più importante del 2022 nel mondo del mattone – e di tre fondi interessati – che seppur con offerte diverse -avrebbero fatto pervenire il loro interesse alla famiglia. Ci sono il colosso Usa Hines, Coima di Manfredi Catella e Apollo Global Management.

Le proprietà dei Benetton

Tutti soggetti che conoscono molto bene il mercato immobiliare italiano e che si sono subito mossi su un dossier che riguarda tra le altre attività, anche il palazzo romano di piazza Augusto Imperatore, dove è in previsione l’apertura del primo Bulgari romano, Palazzo Stampa a Milano, l’ex Borsa merci a Firenze che oggi ospita un megastore H&M e l’hotel Monaco e Grand Canal di Venezia, ma escluderebbe dal perimetro i negozi fisici della stessa catena Benetton. Per dire, Coima sgr, gestisce da qualche anno anche Real Venice 1, il fondo immobiliare proprietario degli Hotel Excelsior e Des Bains al Lido di Venezia, che vede la partecipazione anche di alcune famiglie imprenditoriali del Nord-Est. Mentre Apollo ha di recente investito in Italia quasi 850 milioni per acquistare il complesso di immobili messo in vendita dall’ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei medici per poi rivendere una fetta consistente degli asset alla stessa Coima.

Opa su Augusto

Anche Hines è molto attivo in Italia ed ha di recente presentato un’offerta non vincolante su Augusto la holding di controllo di Aedes. Offerta ferma al vaglio dei potenziali venditori, visto che al momento non si hanno notizie ulteriori.

I numeri resi noti dal gruppo Benetton in riferimento alla Property Edition parlano di 233 mila metri quadri complessivi che hanno fruttato nel 2020 ricavi per 39 milioni e contano immobili sparsi in 13 Paesi per un valore complessivo superiore ai due miliardi di euro. Secondo quanto risulta a Verità&Affari, l’operazione di vendita si sarebbe completamente arenata perché in famiglia non tutti la valutano allo stesso modo. E allo stato dell’arte anche l’altra ipotesi circolata, quella della divisione del patrimonio in quattro, che poi avrebbe permesso a ciascuno una gestione differenziata, è completamente sospesa. Per ora insomma resta tutto fermo così com’è.

Sembra, infatti, che la spinta alla vendita delle attività immobiliari sia partita soprattutto da Alessandro Benetton, figlio di Luciano, il presidente di Edizione Holding alla quale fa capo anche la stessa Property, ma che non metta tutti d’accordo.

La vendita delle attività legate al real estate avrebbe potuto finanziare l’opa su Atlantia a 23,74 euro per azione (ieri il titolo ha chiuso a 22,36 euro) affiancata peraltro da Blackstone, il colosso americano del private equity che però risulta non aver mai manifestato un interesse concreto per gli immobili della famiglia Benetton.

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Con una lunga esperienza nel settore economico, ha lavorato a Libero Mercato e Libero. È vicedirettore di Verità&Affari