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Nasce il bio-nylon di Aquafil e Geno, un mercato che vale 22 miliardi

In Imprese
20 Luglio 2022

Il bio-nylon di Aquafil e Genomatica

Aquafil e Genomatica (Geno), hanno completato con successo la prima produzione su scala dimostrativa di nylon 6 plant based. Questo bio-nylon è destinato a rivoluzionare l’intera industria, che globalmente ha un valore di 22 miliardi di dollari, e consentirà ai marchi di soddisfare la domanda dei consumatori di materiali sostenibili per uso quotidiano, dall’abbigliamento, all’automotive e ai tappeti. Aquafil e Genomatica hanno prodotto le prime tonnellate di caprolattame – alla base della produzione di nylon – da materia prima, lo hanno convertito in polimero di nylon 6 e lo stanno lavorando per essere utilizzato in applicazioni classiche, come filati per tessuti, tappeti e componenti plastiche.

Le due aziende hanno collaborato per produrre quantità su scala pilota di nylon 6 da materia prima e ora sono arrivate alla produzione pre-commerciale su scala dimostrativa, i cui risultati contribuiranno a determinare il design dei futuri impianti commerciali. Il materiale sarà destinato a marchi leader a livello globale e ai loro partner, pronti a esplorare e sviluppare prodotti rinnovabili, creare capsule collection e testare il feedback con i clienti.

“Il mondo oggi ha bisogno di tutti gli sforzi possibili per rendere sostenibili intere filiere e il bio-nylon è un elemento essenziale per raggiungere questo fine”, ha dichiarato Giulio Bonazzi, CEO di Aquafil. “Inoltre, il nylon da materia prima può essere integrato al nostro processo di depolimerizzazione dei prodotti in nylon giunti a fine vita, creando una piena circolarità. Con Genomatica condividiamo una visione; vogliamo agevolare la transizione verso materiali più sostenibili, e questo è il pilastro della nostra collaborazione a lungo termine”, ha aggiunto.

“Ora più che mai, i marchi globali stanno agendo per utilizzare materiali sostenibili nei loro prodotti”, ha dichiarato Christophe Schilling, CEO di Geno. “Stiamo lavorando per costruire catene di approvvigionamento, tracciabili e trasparenti come per il nylon 6, con l’obiettivo di fornire prodotti più sostenibili, richiesti dai consumatori e che possano aiutare i marchi a raggiungere i loro obiettivi ESG”, ha concluso. 

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