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Il Gigante che sfidò Caprotti, Panizza ora ha 60 supermercati e 5mila dipendenti

In Imprese
19 Luglio 2022

La catena di supermercati Gigante

Solo un gigante poteva tener testa a un gigante. È successo, infatti, che per anni Giancarlo Panizza, monzese, classe 1933, abbia respinto le “avances” prima amichevoli poi meno del milanese Bernardo Caprotti, classe 1925. Quest’ultimo, il geniale inventore di Esselunga, scomparso sei anni fa, aveva messo gli occhi sulla catena di supermercati a nome Il Gigante che Panizza aveva creato e diffuso soprattutto in Lombardia.

La concorrenza con l’Esselunga

Dopo essere stato respinto, Caprotti non si diede per vinto e nell’estate del 1998 tentò una scalata ostile rastrellando il 25% della società Grandi Magazzini e Supermercati Il Gigante da decine di soci di minoranza. L’operazione, però, non andò a buon fine perché riuscì ad essere bloccata da Panizza. Proprio poche settimane fa ha presieduto l’assembla dei soci che approvato il bilancio 2021 chiuso con un utile di 4,1 milioni rispetto a quello di 9,2 milioni del precedente esercizio. Che è stato interamente riportato a nuovo, ma contestualmente i soci si sono remunerati con un dividendo di 6 milioni tutto attinto dalla riserva avanzo di fusione.

La storia della catena Gigante

L’azienda fu fondata da Giancarlo Panizza e altri 29 commercianti di Sesto San Giovanni nell’aprile del 1971, con apertura del primo punto di vendita il 21 settembre dell’anno dopo in viale Marelli 19 proprio a Sesto. Questo punto vendita è ancora oggi esistente e a suo modo cercava di anticipare il concetto di ipermercato, mettendo in vendita prodotti alimentari e non. E proprio quello era il luogo dove Ornella Muti si reca a fare la spesa nel film «Romanzo popolare» di Mario Monicelli.

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