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Dall’Amuchina a Piazza Affari, i 100 anni di Industrie De Nora

In Imprese
7 Giugno 2022
Anche una via a Milano ricorda il fondatore Oronzo. Ora l’impresa guarda al «green»

La fondazione di Industrie De Nora

Correva l’anno 1923: il 24enne Oronzio De Nora depositava la sua prima domanda di brevetto dal nome difficile: «cella elettrolitica per cloruri alcalini», un’avanguardia. Chissà quanto quel giorno, questo ingegnere di origini pugliesi, sognava tanto in grande da immaginare che Milano gli avrebbe intitolato una via in zona Ortica. Fu un anno per lui eccezionale: brevettò pure in Germania il famoso liquido igienizzante che oggi conosciamo come Amuchina: vendette poi il brevetto – oggi è di Angelini – e poi fondò l’azienda lombarda che porta il suo nome. Così che in vita fu, da imprenditore, il pioniere della realizzate di impianti per la produzione di cloro e soda caustica.

Multinazionale verso la quotazione

Ieri, Industrie De Nora – oggi è diventata una multinazionale specializzata nell’elettrochimica ed è attiva nella filiera della produzione industriale dell’idrogeno verde – ha annunciato che intende procedere alla quotazione delle proprie azioni ordinarie entro giugno su Euronext Milano. Partita da un laboratorio vicino alla Stazione Centrale di Milano, questa azienda annovera ancora il cognome di Oronzio – morto nel 1995 – nel board, oltre che sull’insegna delle sue numerose sedi: il nipote Federico De Nora, classe 1968, è presidente del cda della società. Il gruppo è controllato dalla famiglia De Nora per circa il 64% delle azioni.

Alla vigilia del centenario dell’azienda, si fa portavoce dell’orgoglio della famiglia l’ad Paolo Dellachà, in carica da quasi dodici anni: la quotazione, spiega, «è un passo fondamentale per i nostri piani futuri di crescita legati allo sviluppo e commercializzazione di tecnologie per la produzione di energie sostenibili da fonti rinnovabili e per il trattamento e il riuso delle acque, settori in forte crescita grazie anche a urbanizzazione, digitalizzazione e decarbonizzazione».

Il processo di crescita

Dellachà racconta che oggi De Nora si è dotata di 25 sedi operative, e 5 centri di ricerca e sviluppo. Per arrivare fino a qui, sono trascorsi prima decenni di costruzione e vendita di impianti elettrolchimici. Quindi la vendita, da fine anni ’60, di elettrodi in grado di sostituire la grafite e il piombo: meno inquinanti, più performante. Dagli anni ’70, poi, l’espansione: dapprima fu il Giappone, e poi Singapore, Brasile, Cina e Germania. Diversificazione e joint venture, con un ampio portafoglio prodotti, «guidata dalla sostenibilità delle proprie tecnologie e dall’energy saving, oltreché dall’obbiettivo di rendere disponibile acqua pulita per tutti». Nel 2017 l’arrivo degli americani: per accelerare il processo di crescita, Blackstone Tactical Opportunities affianca la famiglia De Nora acquisendo il 32,9% del capitale sociale. Si aprono impianti di produzione negli Stati Uniti, e in Germania. Lo scorso anno sventola di nuovo il tricolore su tutto il capitale: Snam compra da Blackstone la sua intera partecipazione in De Nora, in ottica di diventare il partner industriale che accompagna l’azienda nella sua crescita verso la transizione energetica, facendo leva sul portafoglio di soluzioni per la produzione di idrogeno verde. Oggi Snam è socio di minoranza con il 36% circa del capitale.

Ieri l’annuncio che riguarda la quotazione. È previsto che il flottante sia realizzato attraverso un collocamento di azioni rivolto esclusivamente a investitori istituzionali qualificati in Italia e all’estero. L’offerta sarà composta da azioni di nuova emissione della società rivenienti da un aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione e azioni offerte in vendita dagli azionisti con un flottante superiore al requisito minimo di Borsa Italiana. Industrie De Nora ha realizzato nel 2021 ricavi totali per 616 milioni di euro e un ebitda di 127 milioni di euro. La società ha in portafoglio una partecipazione importante – circa il 34% – nella joint venture Thyssenkrupp Nucera, società di ingegneria che realizza impianti per la produzione di cloro e per l’elettrolisi dell’acqua per produrre idrogeno.