Ita, Lufthansa vuole Alitalia: la condizione per entrare nella partita
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ImpreseIn evidenza Mar 29 novembre 2022

Ita, Lufthansa vuole il ritorno di Alitalia: offre 600 milioni per acquistare il 60%

I tedeschi rientrano nella partita Ita: offerti 600 milioni per il 60%. Ma a una condizione: Lufthansa vuole il ritorno del marchio Alitalia Ita, Lufthansa vuole il ritorno di Alitalia: offre 600 milioni per acquistare il 60%
Tobia De Stefano
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Tobia De Stefano

Con una lunga esperienza nel settore economico, ha lavorato a Libero Mercato e Libero. Ora è alla Verità e scrive per Panorama e Verità & Affari

Lufthansa vuole Alitalia

Se non fosse una trattativa che vale miliardi di euro e riguarda la vita di migliaia di lavoratori sarebbe una barzelletta di quelle da sbellicarsi dal ridere. I tedeschi di Lufthansa sono praticamente l’unica compagnia rimasta in corsa per conquistare Ita, ma secondo quello che risulta a Verità&Affari spingono per il ritorno del marchio Alitalia. Un flashback. Ma non solo. Perché il ceo Carsten Spohr è disposto a mettere sul piatto non più di 500-600 milioni per il 60% del gruppo, quando fino a pochi mesi fa offriva ben più di un miliardo (insieme ad Msc) per avere l’80% della stessa società.

Ora, se la prima richiesta sembra anche avere un senso, perché nonostante il buco da più di 13 miliardi Alitalia è ancora oggi un marchio riconosciutissimo a livello internazionale, sulla seconda i governi italiani devono solo cospargersi il capo di cenere.

Le colpe di Draghi

O meglio, il capo di cenere se lo deve cospargere il governo Draghi, soprattutto nella persona del direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera che a un certo punto sembra abbia spinto per la soluzione che portava al fondo di private equity americano Certares che dava un quota più sostanziosa e garantiva più poteri al Mef.

Il problema è che i partner industriali che stavano dietro il fondo americano non hanno mai messo nero su bianco un impegno a entrare nel capitale del nuovo gruppo, bloccando quindi la trattativa con il fondo. Al quale non è stata rinnovata l’esclusiva e al quale oggi resta solo una flebilissima speranza che Delta cambi idea e decida di investire davvero su Ita.

Ecco perché oggi possiamo dire che c’è praticamente solo Lufthansa in corsa. Un incontro importante dovrebbe tenersi già oggi (da qui il rinvio di una conferenza stampa annunciata da tempo) tra i vertici di Lufthansa e i rappresentanti di Ita e un altro incontro poi ci sarà con il Mef. Il discorso è molto semplice: Ita perde circa un milioni di euro al giorno e quindi più passa il tempo e più il suo valore si riduce. Scartata per la mancanza di un partner industriale l’ipotesi Certares, non resta che andare avanti con i tedeschi, sperando che il prezzo finale non sia troppo a sconto.

Il progetto

Lufthansa ha le idee molto chiare. L’offerta come detto è di 600 milioni per il 60% della compagnia e l’obiettivo è quello di integrare il gruppo italiano – fondamentale il ritorno del marchio Alitalia per Lufthansa – con le altre conquiste negli anni dei tedeschi, da Swiss per arrivare fino ad Austrian Airlines e Brussels Airlines. Nei piani tedeschi resta l’obiettivo strategico di rafforzare il cargo e le tratte verso il Nord America e l’idea del ceo Carsten Spohr è anche quella di risparmiare sulle spese per il carburante sfruttando i contratti e le sinergie che si possono mettere in moto con le altre compagnie del gruppo.

Quale partner?

Resta un punto di domanda. A Lufthansa serve un partner? Si è molto parlato di Fs prima, Atlantia poi e infine Cassa Depositi e Prestiti. Ma per un motivo o per un altro nessuna di queste opzioni, almeno per il momento, ha la strada spianata. Poi, certo, tutto può cambiare ma a oggi anche un possibile ingresso delle Ferrovie – di cui si è molto parlato – non è in programma.

Resterebbe Msc e resterebbero i tentativi di ricomporre con l’armatore Gianluigi Aponte. Ma anche qui siamo più a livello di rumors che di una reale trattativa. Sembra che Aponte si fidasse solo dell’ex presidente Alfredo Altavilla, venuto meno Altavilla il dossier Ita è scomparso dai radar. Insomma, per adesso Lufthansa è destinata a correre da sola. Ed è meglio che inizi a correre veloce per evitare che i contribuenti ci rimettano altri soldi.

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