212 visite 7 minuti 0 commenti

Lidl festeggia i 30 anni in Italia con un piano da 1,5 miliardi e 6mila assunzioni

In Imprese
28 Giugno 2022
Entro il 2024 previste 150 aperture che si aggiungono ai 700 punti vendita attuali

Il piano di Lidl in Italia

Un miliardo e mezzo di investimenti, 6 mila assunzioni e altre 150 aperture entro il 2024. Questi i numeri portanti del piano triennale di Lidl Italia, la catena di supermercati tra i big in Italia con una squadra di 20 mila collaboratori e 700 punti vendita, che ha chiuso il 2021 con un fatturato di 5,9 miliardi (in crescita del 6,9% rispetto all’anno precedente) e una base clienti in aumento del 17%. «Il 2021 è stato un anno difficile ma ricco di soddisfazioni» ha ricordato Massimiliano Silvestri, da 20 anni presidente di Lidl Italia. «In questo momento è in atto una tempesta perfetta e ci troviamo ad affrontare sfide importanti che mettono alla prova la nostra catena logistica. Sfide per le materie prime, per la gestione del conto economico, tra energia e gasolio. Nonostante queste difficoltà, abbiamo un punto di forza nell’avere l’80% di referenze a prodotti a marchio proprio che ci permette di essere competitivi».

L’evoluzione dei supermercati

Il gruppo, che festeggia i 30 anni in Italia, rafforzerà anche la sua struttura logistica con la nuova sede regionale di Assemini, in provincia di Cagliari, che ospiterà il 12 esimo centro logistico nella Penisola. Un primo passo funzionale al raggiungimento di un importante obiettivo di sviluppo della rete vendita che, partendo dagli attuali 700 supermercati, toccherà quota 1.000 store entro il 2030. «Siamo un’azienda che ha fatto dell’evoluzione una costante del proprio percorso. Siamo cresciuti senza mai perdere di vista la nostra identità e costruendo, giorno dopo giorno, un forte legame con i clienti, con il territorio e le comunità in cui operiamo. Immagino i prossimi 30 anni ricchi di nuovi ambiziosi traguardi che segneranno il nostro percorso di miglioramento continuo, con la volontà di essere sempre più il punto di riferimento per la spesa degli italiani, un datore di lavoro attrattivo e una realtà in grado di portare valore aggiunto nei territori in cui opera quotidianamente. Questa è la nostra missione» ha sottolineato Silvestri.

Primo discount negli anni Novanta

L’azienda tedesca fu il primo discount a sbarcare nel nostro Paese nei primi anni Novanta, introducendo sul mercato il marchio proprio, un concetto di prodotto a basso prezzo ma ad alta qualità che ora si trova sugli scaffali di tutte le catene della Gdo. Poi, nel 2014 la svolta, quando Lidl Italia ha avviato un processo di rinnovamento puntando tutto sull’italianità dei prodotti e che ha portato all’allargamento della base clienti a fasce più ampie di consumatori. Attualmente, infatti, più dell’80% degli oltre 3.500 articoli presenti in assortimento è made in Italy e a marchio proprio, molti dei quali possono fregiarsi dei marchi Dop, Igp, Doc e Docg.

Impatto globale

Sempre più importante dunque il contributo di Lidl al tessuto produttivo tricolore come ha spiegato nel corso dell’incontro Maurizio Dallocchio, professore di Corporate finance presso la Sda e l’Università Bocconi, attraverso uno studio dal titolo “Il contributo di Lidl al Sistema Italia”. Secondo la ricerca, nel 2020 Lidl ha generato impatti complessivi (tra ricadute dirette, indirette e indotte) sul Pil tricolore per circa 3,5 miliardi di euro, pari al 13% del valore totale realizzato dai principali player della Gdo in Italia in base ai dati di Mediobanca. Un valore superiore del 3% rispetto all’impatto medio delle realtà che operano nel settore.

In termini occupazionali, il peso di Lidl equivale al 7% (91 mila occupati) sul totale di 1,3 milioni di occupati diretti, indiretti e indotti impiegati nel settore della grande distribuzione organizzata in Italia. Il 20% dell’occupazione generata deriva da effetti diretti, il restante 80% è originato da impatti indiretti e indotti. Lidl Italia rappresenta il terzo player della grande distribuzione organizzata in Italia a livello di occupazione.

Presente in 31 Paesi

Facendo parte di una realtà internazionale operativa in 31 Paesi con una rete di circa 11.900 punti vendita, Lidl Italia svolge anche un ruolo di volano per la filiera agroalimentare italiana, contribuendo attivamente all’export delle eccellenze made in Italy nel mondo. Ciò significa essere un motore di crescita per le piccole e medie imprese italiane, supportandole nel processo di internazionalizzazione e accrescendone la competitività. Nel 2021, infatti, i fornitori italiani del gruppo, avvalendosi della rete internazionale dei punti vendita Lidl, sono stati in grado di esportare prodotti per un valore complessivo di 2 miliardi di euro, di cui oltre 550 milioni di euro generati dall’ortofrutta.

Il che significa che, in termini percentuali, da sola Lidl esporta il 10% del valore totale di export di frutta e verdura italiana a livello globale. Il gruppo ha anche ribadito il proprio impegno sul fronte della sostenibilità con l’obiettivo della decarbonizzazione dei trasporti entro il 2030. E, sempre entro lo stesso anno, la riduzione del 48% delle emissioni dirette e indirette.

Questione di sostenibilità

Tra le altre iniziative, l’azienda continuerà, infatti, a investire nel potenziamento della sua flotta di camion green (a oggi il 30% dei mezzi è alimentato da combustibili sostenibili) e a ridurre l’impronta di carbonio all’interno dei punti vendita e delle strutture logistiche. Proseguirà, inoltre, l’impegno nella riduzione degli sprechi attraverso la collaborazione con il Banco Alimentare, che in quattro anni di attività ha permesso di raccogliere e donare oltre 26 mila tonnellate di merce che equivalgono a circa 52 milioni di pasti. Attualmente sono oltre 480 gli store che contribuiscono a questo progetto di solidarietà che si estende su scala nazionale. Lidl Italia si pone così l’ambizioso progetto di ridurre sensibilmnete gli sprechi, in linea con quanto dichiarato dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.