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Le serrande dei negozi tornano ad alzarsi, ma sono spariti migliaia di artigiani

In Approfondimenti, Imprese
29 Giugno 2022

L’Osservatorio sul lavoro autonomo

Le serrande tornano timidamente a rialzarsi, così come c’è ripresa nell’ambito delle piccole imprese artigiane, anche se siamo ancora ad un livello inferiore rispetto al 2019 ovvero al periodo pre pandemia. Lo certifica l’Inps che ha diffuso i dati dell’Osservatorio sul lavoro autonomo da cui risulta che gli iscritti nel 2021 sono 2.105.401, in lieve crescita rispetto al 2020 (+0,2 per cento) ma in diminuzione rispetto al 2019 (-1,9 per cento). Tra i commercianti prevalgono i lavoratori maschi, che nel 2021 costituiscono il 65,3 per cento dei lavoratori, percentuale in lieve aumento nel corso del tempo.

Dieci anni sull’altalena

Analizzando il numero di iscritti dal 2012 ad oggi, si deduce che l’andamento dei lavoratori è stabile, tra il 2012 e il 2013, decresce di circa mezzo punto percentuale tra il 2013 e il 2015, di circa un punto percentuale tra il 2015 e il 2018, ancora di circa mezzo punto percentuale dal 2018 al 2019 e di quasi due punti percentuali dal 2019 al 2020 (-1,9 per cento). Solo nel 2021 si riscontra una lieve ripresa dello 0,2 per cento. La distribuzione per sesso e qualifica nell’anno 2021 mette in evidenza una sostanziale prevalenza dei maschi tra i titolari con 1.307.145 iscritti (67,3 per cento), mentre a prevalere tra i collaboratori con 95.841 iscritti sono le femmine (58,3 per cento). Tra i 50 e i 59 anni di età si concentrano la maggior parte dei commercianti (29,5 per cento), il 25,8 per cento ha un’età compresa tra i 40 e i 49 anni e il 21,5 per cento ha dai 60 anni in poi.

La mappa delle regioni

La regione in Italia con il maggior numero di commercianti è la Lombardia con 321.144 iscritti, pari al 15,3 per cento del totale, seguita dalla Campania (10,2 per cento), dal Lazio (9,6 per cento), dal Veneto (8,2 per cento), dall’Emilia-Romagna (7,7 per cento) e dal Piemonte (7,6 per cento) In dettaglio per aree geografiche più della metà degli artigiani (55,9 per cento) si trova nelle regioni del Nord.

Gli ultimi dati

I dati sono figli di un andamento delle vendite al dettaglio che per maggio l’Istat aveva stimato in lieve crescita congiunturale (+0,2 per cento in valore e +0,4 per cento in volume). Le vendite dei beni alimentari si sono rivelate in calo (-2,0 per cento in valore e -1,9% in volume) mentre aumentano quelle dei beni non alimentari (+2,0 per cento in valore e +2,2 per cento in volume). Nel trimestre marzo-maggio 2021, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio aumentano del 3,3 per cento in valore e del 3,5 per cento in volume. Si sono rivelate in crescita soprattutto le vendite dei beni non alimentari (+5,9 per cento in valore e +6,3 per cento in volume) e sostanzialmente stazionarie quelle dei beni alimentari (+0,1 per cento in valore e in volume).

Su base tendenziale, a maggio 2021, le vendite al dettaglio erano aumentate del 13,3 per cento in valore e del 14,1 per cento in volume, grazie alla crescita del comparto non alimentare. Rispetto a maggio 2020, il valore delle vendite al dettaglio era aumentato in tutti i canali distributivi: la grande distribuzione (+8,3 per cento, le imprese operanti su piccole superfici (+19,5 per cento), le vendite al di fuori dei negozi (+19,4 per cento) e il commercio elettronico (+7,2 per cento).

Gli artigiani iscritti

Nel 2021 risultano iscritti all’Inps 1.584.979 artigiani, lo 0,3 per cento in più rispetto al 2020 (1.579.558 iscritti) e l’1,5 per cento in meno rispetto al 2019 (1.603.999 iscritti). Sempre nel 2021 vi e’ una marcata prevalenza di titolari che con 1.472.264 iscritti costituiscono il 92,9 per cento del totale. La distribuzione per qualifica denota una costante e lenta crescita dei titolari a discapito dei collaboratori. Analizzando la serie storica degli ultimi dieci anni, si rileva che il numero degli iscritti decresce di oltre due punti percentuali dal 2013 al 2017, dell’1,7 per cento tra il 2017 e il 2018, dell’1,2 per cento tra 2018 e 2019 e dell’1,5 per cento tra 2019 e 2020. Nel 2021 invece, come è avvenuto anche per i commercianti, si osserva un leggero cambio di tendenza, con una crescita dello 0,3 per cento.

La prevalenza di maschi

Analizzando i dati del 2021 per sesso e qualifica è evidente una prevalenza di titolari maschi, i quali con 1.188.278 iscritti costituiscono l’80,7 per cento del totale dei titolari contro il 19,3 per cento (283.986) dei titolari femmine. All’interno dei collaboratori la differenza per genere è meno marcata, infatti i maschi con 63.586 iscritti sono poco più della metà del totale dei collaboratori (56,4 per cento) contro 49.129 femmine. Più della metà degli artigiani (55,9 per cento) si trova nelle regioni del Nord. Il Nord-ovest è l’area geografica che, con il 31,1 per cento, presenta il maggior numero di artigiani, seguito dal Nord Est con il 24,8 per cento, dal Centro con il 20,6 per cento, dal Sud con il 15,7 per cento e dalle Isole con il 7,8 per cento. In Lombardia si concentra la maggior parte degli artigiani con 292.408 iscritti (18,4 per cento), seguono l’Emilia-Romagna con 163.956 iscritti (10,3 per cento), il Veneto con 162.358 iscritti (10,2 per cento), e il Piemonte con 144.701 iscritti.

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