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Il gruppo Rainbow completa l’acquisizione di Colorado Film

In Imprese
21 Luglio 2022

L’acquisizione di Colorado Film

Gruppo Rainbow ha portato a termine l’acquisizione di Colorado Film iniziata nel 2017. L’obiettivo del gruppo attivo nel mercato cinematografico è quello di continuare ad allargare i propri orizzonti sul mercato mondiale dell’entertainment. Iginio Straffi, fondatore e guida del Gruppo Rainbow, ora ricopre anche la carica di presidente di Colorado Film Production. Confermato nel ruolo di amministratore delegato Alessandro Usai.

Il Gruppo Rainbow vuole spingere la crescita e ampliare l’offerta portandolo a competere sul mercato internazionale del cinema e delle piattaforme. «Stiamo lavorando con determinazione allo sviluppo di nuovi contenuti aperti a nuovi generi, a nuovi target e a nuove platee internazionali», ha commentato Iginio Straffi. Le possibilità, ha continuato Straffi, si aprono soprattutto «sul fronte del live-action e di generi come il thriller, l’horror e il fantasy senza dimenticare, ovviamente, la commedia». In questo Colorado Film può ricoprire un ruolo importante. «Possiamo contare su un bagaglio eccezionale di competenze e professionalità che, per Colorado Film, affondano le loro radici nei 37 eccezionali anni di attività della società fondata da Maurizio Totti, a cui va il ringraziamento di tutto il Gruppo», ha continuato Straffi.

L’acquisizione ha portato una nuova strategia editoriale. Gli ingredienti base sono innovazione, qualità ed esplorazione di nuovi generi. Una ricetta che ha già iniziato a riscuotere riconoscimenti. Si pensi al David di Donatello, che ha consacrato l’esordio nel genere noir per Colorado, e per Donato Carrisi come miglior regista esordiente con «La ragazza nella nebbia» nel 2018. Tra i successi recenti anche «A Classic Horror Story», film horror italiano Netflix Original del 2021 diretto da Roberto De Feo e Paolo Strippoli che si è aggiudicato il premio alla miglior regia al Taormina Film Fest. Il tutto, comunque, si basa sulle potenzialità italiane secondo Straffi. «L’Italia ha i numeri per essere un player importante nel panorama dell’intrattenimento mondiale: abbiamo la tradizione, il patrimonio culturale e la capacità di innovare. Ora più che mai i contenuti forti sono al centro degli interessi della platea mondiale», ha concluso.