Le banche spingono meno ma Piazza Affari segna il nuovo record
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In evidenzaInvestimenti Gio 08 febbraio 2024

Le banche spingono meno ma Piazza Affari ancora record

Piazza Affari ha finito in rialzo dello 0,28%, sopra quota 31.000 punti e ai massimi da prima della crisi del 2008, Le banche spingono meno ma Piazza Affari ancora record BORSA ITALIANAMILANO PIAZZA AFFARIPALAZZO MEZZANOTTE
Redazione Verità&Affari
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Tech e lusso in evidenza

Le Borse europee hanno chiuso in positivo spinte dai tecnologici (a Wall Street il gruppo dei chip Arm balza del 57% dopo i conti e grazie al comparto della AI)   e dai titoli del lusso come Ralph Lauren negli Stati Uniti e Kering a Parigi le cui quotazioni sono salite nonostante riaultati inferiori alle attese. Così Milano ha finito in rialzo dello 0,28%, sopra quota 31.000 punti e ai massimi da prima della crisi del 2008, Parigi in aumento dello 0,71%, Francoforte dello 0,25%, Madrid dello 0,17% e Amsterdam dell’1,64%, con il rally di Unilever. Più indietro Londra, poco sotto la parità.

La parola alle banche centrali

Questo mentre le banche centrali restano osservate speciali: il bollettino economico della Bce ha confermato che l’inflazione di fondo sta diminuendo ma che i tassi resteranno su livelli sufficientemente restrittivi finchè necessario, mentre il capo economista Philip Lane ha spiegato che, nel valutare la traiettoria della politica monetaria dell’Eurotower, occorre attendere una fase più avanzata del processo di disinflazione. Per quanto riguarda i titoli, a Piazza Affari le migliori sono state Brunello Cucinelli (+3,49%) e StMicroelectronics (+3,54%),  in linea con i rispettivi comparti. In coda Banca Generali (-2,54%), che pure ha chiuso l’anno con conti molto positivi. Va detto che il titolo era salito nelle precedenti sedute proprio in attesa dei risultati. Bene anche l’automotive con  Pirelli (+2,55%) e Stellantis (+2,12%), sostenuta  dai conti di Nissa, Toyota  e, ieri, di Ford, che lasciano ben sperare sulla trimestrale in arrivo la settimana prossima.

Valute

Sul valutario il cambio euro/dollaro resta sotto quota 1,08 dollari e ai minimi da metà dicembre. Il petrolio sale per la quarta seduta consecutiva dopo il no di Israele alla proposta di Hamas per un cessate il fuoco: il future marzo del Wti balza del 2,59% a 75,77 dollari al barile e il Brent aprile del 2,46% a 81,15 dollari. I prezzi del gas scambiato ad Amsterdam sono in calo dell’1,19% a 27,85 euro al megawattora. Infine, lo spread ha chiuso in rialzo a 158 punti, due più della vigilia, con il rendimento decennale al 3,93% dal 3,87% precedente.

Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo, non costituisce attività di consulenza né sollecitazione ad acquistare o vendere strumenti finanziari. Le informazioni riportate sono di pubblico dominio, ma possono essere suscettibili di variazioni in qualsiasi momento dopo la pubblicazione. Si declina pertanto ogni responsabilità e si ricorda che qualunque operazione finanziaria viene fatta a proprio esclusivo rischio.
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