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Grillo condannato per diffamazione: accusò parlamentare di assentarsi di proposito ma era in ospedale

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1 Ottobre 2022

Beppe Grillo condannato per diffamazione

Undici anni dopo arriva la condanna in appello: diffamazione. La terza sezione penale della Corte d’Appello di Bari ha condannato Beppe Grillo per diffamazione aggravata nei confronti dell’ex parlamentare barese del Pd Cinzia Capano. Il guru del Movimento 5 stelle, assolto in primo grado, è stato punito per alcune affermazioni pronunciate durante la trasmissione “Anno Zero” del 9 giugno 2011. In quell’occasione, aveva accusato la parlamentare di essersi assentata in Parlamento per boicottare un voto. In realtà era stata ricoverata in ospedale per un malore.

Le accuse di Beppe Grillo

Sono passati più di 10 anni. Durante la trasmissione presa in esame dalla magistratura, Grillo accusò la parlamentare barese di essersi assentata in aula. In che frangente? Quando si doveva votare sulla proposta di accorpare nell’Election day il referendum sull’acqua pubblica e quello amministrativo. Secondo Grillo, Capano e i suoi colleghi del Pd assenti avevano programmato la diserzione del Parlamento con uno scopo preciso: quello di far fallire di proposito l’accorpamento per boicottare la consultazione popolare a vantaggio delle lobbies della privatizzazione dell’acqua.

Condanna e risarcimento

Capano successivamente diede la sua versione della  mancata presenza. Asserì di esser stata assente per un ricovero d’urgenza in ospedale a causa di un malore e così querelò il leader M5S. Una motivazione che ha convinto il giudice in Appello. Grillo ora dovrà pagare. Il  risarcimento del danno sarà da definire in sede civile, e in più ci saranno le spese processuali da saldare.