Borsa di Milano piatta La tassa sulle banche diventa soft
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In evidenzaInvestimenti Lun 25 settembre 2023

Piazza Affari in attesa La tassa sulle banche cancellata (o quasi)

Il governo ha cambiato rotta: le banche possono anche non versare nulla al Fisco, girando a patrimonio quel che avrebbero dovuto pagare Piazza Affari in attesa La tassa sulle banche cancellata (o quasi)
Nino Sunseri
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Nino Sunseri

Giornalista economico finanziario da oltre 50 anni, ha cominciato nel 1974 al Giornale di Sicilia. Ha lavorato rivestendo ruoli di caposervizio e inviato per il Corriere della Sera, La Repubblica e Libero.

 

 Piazza Affari parte al rallentatore. Il mercato appare ancora frenato dalla rinnovata aggressivita’ delle banche centrali e in particolare dai toni da ‘falco’ della Fed, la quale ha avvisato che i tassi a stelle e strisce resteranno a lungo piu’ alti del previsto. 

La nuova tassa sugli extraprofitti

 Positivi i bancari sulle ipotesi di rimodulazione dell’annunciata tassa sugli extra-profitti: Bper +1,79%, Mps +1,81%, Banco Bpm +1,68%, Intesa +0,18%, Unicredit +0,13%. Il governo italiano ha riscritto la norma che introduce la tassa sugli extraprofitti delle banche e ha messo in campo l’Antitrust a vigilare.

Accordo di maggioranza

L’accordo di maggioranza, confluito in un emendamento del governo al dl Asset, ha soddisfatto appieno il vicepremier Antonio Tajani e il suo partito, tanto che Forza Italia ritirera’ tutti gli emendamenti presentati. La tassa cambia ma non dovrebbe cambiare il suo gettito, stimato dal governo in poco meno di 3 miliardi. Troppo poco comunque per aiutare una manovra che si aggira sui 20-25 miliardi, e che non vuole toccare troppo il deficit proprio nell’anno in cui tornera’ il Patto di Stabilita’. Vecchio o nuovo che sara’, il vincolo di bilancio europeo gia’ mette pressione al governo in vista della Nadef di giovedi’, spingendolo a cercare altrove l’ossigeno necessario ai provvedimenti chiave, come quel taglio del cuneo fiscale che da solo ha bisogno di almeno dieci miliardi.

Salvi i titoli di Stato

L’emendamento frutto dell’accordo, ricalibra il prelievo sul biennio 2021-23 e fissa allo 0,26% (invece dello 0,1%) il tetto massimo dell’imposta. Ma cambia la base imponibile: non piu’ il totale dell’attivo ma l’importo complessivo dell’esposizione al rischio, una precisazione che quindi esclude i titoli di Stato. Inoltre, le banche potranno scegliere se pagare la tassa oppure rafforzare il loro capitale: viene data la possibilita’ di versare due volte e mezzo la tassa in una riserva che non puo’ distribuire utili ma che viene computata “tra gli elementi del capitale primario di classe 1”, ovvero va a rafforzare il patrimonio delle banche.

Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo, non costituisce attività di consulenza né sollecitazione ad acquistare o vendere strumenti finanziari. Le informazioni riportate sono di pubblico dominio, ma possono essere suscettibili di variazioni in qualsiasi momento dopo la pubblicazione. Si declina pertanto ogni responsabilità e si ricorda che qualunque operazione finanziaria viene fatta a proprio esclusivo rischio.
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