Antia (Pgim): tecnologia per l'agricoltura, ecco dove investire - V&A
Menu

QUOTIDIANO INDIPENDENTE - Fondato e diretto da MAURIZIO BELPIETRO

Home/ Investimenti/Approfondimenti
ApprofondimentiInvestimenti Lun 03 luglio 2023

Antia (Pgim): tecnologia per l'agricoltura, ecco dove investire

Dai sensori per monitorare le colture ai macchinari autonomi per le grandi estensioni: perché l'AgTech è una opportunità Antia (Pgim): tecnologia per l'agricoltura, ecco dove investire
Gianluca Baldini
di 
Gianluca Baldini

L’AgTech, la tecnologia applicata all’agricoltura può essere una buona opportunità di investimento perché si tratta di un settore destinato a crescere nel tempo. Verità&Affari ne ha parlato con Shehriyar Antia, responsabile della ricerca tematica di Pgim Investments.

In un contesto così volatile, quali i fattori che potrebbero rivelarsi decisivi nel settore food?

Per affrontare le sfide del futuro, la tecnologia e l’innovazione dovranno svolgere un ruolo cruciale nel trovare nuovi modi di coltivare e produrre cibo. L’innovazione e l’adozione della tecnologia moderna stanno già prendendo piede in tutta la catena di valore alimentare. È importante che gli investitori riconoscano che sia le startup tecnologiche che gli operatori tradizionali globali stanno promuovendo il cambiamento in ogni fase. I fattori produttivi di base per l’agricoltura sono semplici: semi, sole, acqua, fertilizzanti, pesticidi e lavoro. Il termine AgTech spesso si riferisce allo sfruttamento della tecnologia per creare metodi di coltivazione più efficienti che riducano la necessità di questi fattori produttivi, aumentando così la produttività e la sostenibilità.

Cosa devono sapere gli investitori, anche alla luce di un contesto così dinamico?

Per gli investitori, il panorama AgTech è piuttosto frammentato e molte startup trovano modi diversi per applicare la tecnologia all’agricoltura. Il che può offrire interessanti opportunità di venture capital. Nei mercati emergenti, molte aziende agricole sono ancora su piccola scala. Ad esempio, oltre l’80% delle colture in India occupa meno di dieci acri di terra. Una startup indiana chiamata Gramophone è un esempio di agricoltura intelligente che può aiutare gli agricoltori di piccole dimensioni. Accessibile tramite telefono cellulare e utilizzata da oltre due milioni di agricoltori, Gramophone fornisce analisi personalizzate a livello regionale per guidare gli agricoltori nell’intero ciclo di vita delle colture. Dalla selezione dei semi all’ottimizzazione dell’uso delle sostanze nutritive, fino alla gestione delle raccolte e persino alla vendita delle colture.

E se volessimo fare qualche esempio di AgTech oggi?

L’agricoltura di precisione è un esempio avanzato di AgTech. I sensori incorporati nelle colture monitorano variabili come temperatura, umidità e livelli di nutrienti chiave (come l’azoto) nel suolo e nell’aria. Questi dati in tempo reale vengono immessi nel software di analisi predittiva per determinare quando e quanta acqua, fertilizzante o fungicida introdurre nelle aree specifiche del campo. I macchinari agricoli odierni sono quasi irriconoscibili rispetto ai loro predecessori di soli 20 anni fa. Si tratta di macchine dotate di Gps che possono essere quasi autonome, adattarsi a condizioni di campo specifiche ed eseguire più attività utilizzando una gamma di sensori e machine learning. Consentono inoltre un’applicazione più precisa del fertilizzante e di altri fattori, riducendone l’uso fino al 60% e riducendo al minimo gli impatti ambientali deleteri. Ad esempio, le telecamere e le irroratrici montate sui trattori sfruttano l’intelligenza artificiale per distinguere tra piante infestanti e colture e spruzzare erbicidi solo dove necessario.

Meglio il contesto europeo o statunitense?

Una manciata di attori globali, come Cnh in Europa, Kubota in Giappone e John Deere e Agco negli Stati Uniti, stanno fornendo alle grandi aziende agricole seminatrici, irroratrici e altri macchinari autonomi. Poiché la maggior parte delle loro nuove vendite coinvolge macchinari intelligenti, questi produttori stanno anche aggiungendo le commissioni per l’aggiornamento del software come fonte di entrate continue per stabilizzare i flussi di cassa del ciclo delle materie prime. Attualmente gli Stati Uniti sono un mercato leader per i macchinari autonomi. Tuttavia, con la modernizzazione delle aziende agricole in Brasile e Argentina, anche l’America Latina è diventata un immenso mercato in crescita. Vi è ampio spazio per la penetrazione della tecnologia in questo settore, dove le aziende agricole si aggiornano per stare al passo.

Si parla spesso del tema della carne coltivata. Ma offre opportunità o vi sono dei rischi, magari sottovalutati?

Sebbene la carne coltivata riceva grande attenzione da parte dei media e abbia raccolto oltre 1 miliardo di dollari in venture capital, il settore rimane in una fase incerta per gli investitori. Ci sono ancora pochi prodotti disponibili al di fuori di un laboratorio: Singapore è l’unico Paese ad aver approvato un prodotto di pollo coltivato per la vendita al dettaglio. Il mercato è molto affollato e altamente frammentato, con oltre cento startup. Alcune forme più semplici di proteine sono più vicine a una produzione di massa efficiente e, sebbene l’adozione da parte dei consumatori non sia ancora del tutto certa, l’adozione da parte delle aziende produttrici di alimenti potrebbe avvenire prima.  La startup israeliana Remilk, che produce proteine del latte, siero di latte e caseina, ha una partnership con il gigante alimentare General Mills per produrre formaggio cremoso di origine non animale senza lattosio.

Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo, non costituisce attività di consulenza né sollecitazione ad acquistare o vendere strumenti finanziari. Le informazioni riportate sono di pubblico dominio, ma possono essere suscettibili di variazioni in qualsiasi momento dopo la pubblicazione. Si declina pertanto ogni responsabilità e si ricorda che qualunque operazione finanziaria viene fatta a proprio esclusivo rischio.
Condividi articolo