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Criptocrash, già bruciati 150 miliardi. Cosa dobbiamo aspettarci adesso

In Approfondimenti, Investimenti
14 Giugno 2022
Nel weekend più di 150 miliardi di capitalizzazione totale sono andai in fumo sui mercati delle crypto. I crolli delle criptovalute

L’andamento di Bitcoin e delle criptovalute

Lunedì nero per il Bitcoin che è crollato anche sotto i 23 mila dollari per la prima dal 2020, per poi risalire leggermente e perdere, al momento di andare in stampa, quasi il 13% in un solo giorno. Male anche Ethereum, giù di quasi il 14% intorno ai 1.200 dollari, i cui sviluppatori hanno annunciato venerdì scorso un altro rinvio del passaggio alla tanto attesa versione 2.0. Nel complesso, il valore di mercato delle criptovalute è sceso sotto i mille miliardi di dollari. Solo a novembre valeva 3 mila miliardi di dollari.

Ad innescare la caduta generale di ieri è stata, in partenza, l’ondata di vendite che ha colpito il mercato azionario e obbligazionario e la doccia fredda arrivata dall’inflazione statunitense, schizzata ai massimi degli ultimi 40 anni, che ha alimentato i timori di una Federal Reserve più aggressiva nell’alzare i tassi di interesse e quindi la fuga degli investitori dagli asset più rischiosi e liquidi. Con la fine dell’era del denaro a buon mercato, i trader stanno diventando più avversi al rischio e voltano le spalle alle criptovalute.

Cosa è successo a Celsius

Ma il colpo più forte che ha accelerato la discesa sia di Bitcoin sia di Ethereum è arrivato dopo che Celsius Network, uno dei leader nei finanziamenti in crypto, ha sospeso i prelievi dai conti degli utenti oltre che gli scambi e i trasferimenti di token tra account, senza fornire una data per la ripresa delle attività, per via di «condizioni di mercato estreme». Da quel momento la valuta della piattaforma, chiamata proprio Celsius, è arrivato a perdere anche il 50% del proprio valore di mercato e ieri sera valeva circa 30 centesimi di dollaro. A giugno 2021 costava circa 7 dollari.

Celsius ha oltre 8 miliardi di dollari prestati ai clienti e quasi 12 miliardi di dollari di asset in gestione, secondo dati aggiornati a maggio e offre agli utenti tassi di interesse superiori alla media sui loro depositi. «Stiamo prendendo questa decisione oggi per mettere Celsius in una posizione migliore per onorare, nel tempo, i suoi obblighi sui prelievi», ha detto la società ai propri clienti. Sottolineando che l’obiettivo finale «è stabilizzare la liquidità e ripristinare prelievi, swap e trasferimenti tra conti il più rapidamente possibile». Nell’ultimo anno le operazioni di Celsius sono state anche oggetto di indagine da parte degli stati di New Jersey, Texas, Alabama e New York, mentre il suo ex direttore finanziario, Yaron Shalem, è stato arrestato a novembre in Israele con accuse di riciclaggio, truffa e molestie sessuali (imputazioni relative a fatti precedenti al suo arrivo a Celsius).

Problemi per Binance

Alla tempesta perfetta di ieri si è poi aggiunta Binance. La Borsa di scambio maggiore per i crypto-asset ha temporaneamente sospeso i prelievi da parte dei clienti. La parziale sospensione dei servizi è stata annunciata su Twitter dal Ceo della società, Changpeng Zhao. Il manager ha dato la colpa a una «transazione bloccata» assicurando che sarebbero serviti circa trenta minuti per risolvere il blocco temporaneo. Pochi minuti dopo, però, ha scritto che ci vorrà più tempo di quanto inizialmente stimato per sbloccare la situazione. Non solo. Gli annunci di ieri sono arrivati a poche settimane di distanza dal collasso della stablecoin TerraUSD, che ha aumentato i timori delle autorità di regolamentazione su prodotti che offrono agli investitori rendimenti molto elevati ma con alti rischi.

I soldi persi delle crypto

Il risultato è che nel weekend più di 150 miliardi di capitalizzazione totale sono andati in fumo sui mercati delle crypto. I crolli delle criptovalute, e le difficoltà per le aziende aziende che si occupano del loro scambio, hanno fatto cadere anche altri titoli come Silvergate Capital, fornitore di soluzioni e servizi di infrastruttura finanziaria per i partecipanti all’industria delle valute digitali, Coinbase, nota piattaforma di scambio di criptovalute, e MicroStrategy, che fornisce business intelligence e che ha scommesso pesantemente su Bitcoin.

Secondo alcuni analisti il peggio deve ancora arrivare. I riflettori sono puntati sulla riunione della Federal Reserve di domani e giovedì, dove potrebbe essere in gioco un rialzo dei tassi di interesse anche di 75 punti base. «Le cripto restano alla mercé della Fed e strettamente correlate al Nasdaq e agli altri asset di rischio. Siamo arrivati a sentire previsioni sul Bitcoin a 15 mila dollari o anche sotto i 10 mila, il che dice molto sul tipo di scenario macro che le monete virtuali stanno affrontando per la prima volta, oltre ai livelli di paura», ha detto ieri un broker della piattaforma Nexo all’agenzia Bloomberg. Un riflesso potrebbe esserci anche sugli Nft, scambiati in cripto, che già cominciano a far registrare un’inversione del trend sul fronte delle compravendite. E anche le collezioni più popolari di Ethereum come CryptoPunks e Bored Ape Yacht Club (Bayc) hanno visto crollare il loro floor price, ovvero il prezzo più basso degli articoli della collezione.