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Il sogno di diventare miliardari con gli Nft, cosa aspettarci dopo il crollo delle cripto?

In Investimenti
6 Luglio 2022

Diventare miliardari con gli Nft

Il sogno di diventar miliardari con gli Nft (non fungible token) non è finito ma la batosta si sente. Il mercato ha brillato gloriosamente l’anno scorso quando gli speculatori cripto-ricchi hanno speso miliardi di dollari per questi certificati digitali. Un investimento rischioso che sembrava dare buoni frutti. Ma nei primi sei mesi del 2022 il vento, complice la guerra in Ucraina e il rialzo dei tassi di interesse, è cambiato.
Il volume delle vendite mensili sul più grande mercato Nft, ossia OpenSea, è sceso a 700 milioni di dollari a giugno, in calo da 2,6 miliardi di maggio e ben lontano dal picco di gennaio di quasi 5 miliardi.

«Il mercato crittografico è diventato “orso” – ha spiegato Gauthier Zuppinger, co-fondatore di NonFungible.com – Del resto la speculazione è stata fortissima su questi asset ma ora le persone si rendono conto che diventare milionari in due giorni è difficile». Il mercato Nft è crollato insieme alle criptovalute, che sono tipicamente utilizzate per pagare le attività, in un momento in cui le banche centrali hanno alzato i tassi per combattere l’inflazione e la propensione al rischio è sfumata. Basta pensare che Bitcoin ha perso circa il 57% nei sei mesi dell’anno, mentre Ethereum è sceso del 71%. Per i critici, il crash conferma la follia di acquistare tali beni basati su blockchain collegati a file digitali come immagini o video, spesso opere d’arte.

Chi ha investito in Nft

L’uomo d’affari malese che ha acquistato un Nft del primo tweet di Jack Dorsey per 2,5 milioni di dollari l’anno scorso ha faticato a ottenere offerte di oltre qualche migliaio di dollari quando ha cercato di rivenderlo ad aprile. C’è però chi è ottimista. Benoit Bosc, responsabile globale del prodotto presso la società di trading crittografico Gsr, vede la recessione come il momento perfetto per costruire una collezione Nft anche a livello aziendale che sarebbe poi l’equivalente crittografico delle collezioni di arte delle banche tradizionali, al fine di impressionare i clienti.

Il mese scorso, Gsr ha speso 500mila dollari in Nft. Quelli che Bosc chiama collezioni «blue-chip» che hanno molti fan online. Gli acquisiti includono un Nft dal Bored Ape Yacht Club, un set di 10 mila scimmie.
Eppure il prezzo medio di vendita per una Scimmia Annoiata è sceso a circa 110 mila dollari a giugno, dopo essersi dimezzato dal suo picco di gennaio pari a 238 mila dollari, secondo il tracker di mercato CryptoSlam. Il futuro delle Nft è dunque incerto, poiché l’era dei bassi tassi di interesse che incoraggiavano gli investitori a scommettere a rischio sta finendo.

Nel frattempo, anche se la tanto pubblicizzata visione di un metaverso basato su blockchain non si è ancora materializzata, gli appassionati si aspettano che gli Nft scuotano soprattutto l’industria dei giochi, ad esempio consentendo ai giocatori di possedere risorse di gioco come le skin avatar. Intanto però il più grande gioco Nft, Axie Infinity, ha visto il suo token in-game crollare a meno di mezzo centesimo, rispetto a un picco di 36 centesimi l’anno scorso. Secondo gli esperti comunque l’idea di creare risorse digitali uniche è di fondamentale importanza e avrà molta importanza in futuro per il settore finanziario.