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Dal radio al cobalto le materie prime su cui investire con l’inflazione

In Investimenti
22 Luglio 2022

L’investimento in radio e cobalto

La crisi finanziaria che stiamo vivendo e l’inflazione che continua a correre, a causa dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, ha raggiunto il picco massimo in Europa nel mese di giugno arrivando all’8,6%, nei paesi OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) al 9,6% e negli USA al 9,1%. Conseguenze? Tra le altre c’è la situazione di grande incertezza dei risparmiatori che non sanno come investire in strumenti finanziari che gli garantiscano rendimenti interessanti.

Abbiamo più volte affrontato questi argomenti sottolineando come molti economisti ed istituzioni abbiano commesso degli errori interpretando come «temporanei» questi fenomeni che contraggono l’economia e costringono le famiglie italiane che prima arrivavano tranquillamente alla fine del mese a fare sacrifici. Il problema è duplice per quelle famiglie che hanno dei risparmi. E la domanda è molto semplice: come contrastare l’inflazione che erode i nostri risparmi? Quali strumenti finanziari sono in grado oggi di proteggere i nostri patrimoni dal rialzo galoppante dei prezzi al consumo? Ci sono oggi prodotti finanziari in grado di rendere l’8% annuo lordo? Prodotti innovativi che riescano a proteggere il capitale investito?

Purtroppo no, non esistono prodotti, privi di rischio, che possano raggiungere obiettivi di rendimento così elevati.
Se proviamo ad analizzare le varie tipologie d’investimento nessuno raggiunge questo risultato: i dividendi azionari che dopo lo stacco cedola perdono normalmente sui listini il 3-4%, inoltre le cedole sono tassate con l’aliquota al 26 %, i Fondi Comuni, le obbligazioni, i titoli di Stato, le gestioni separate nel settore assicurativo con capitale garantito nel Ramo primo che rendono mediamente un 3-3,5% lordo, le polizze unit linked Ramo terzo e i fondi immobiliari. Le materie prime sono rare e possiamo affermare con certezza che il mondo dei «ricchi» sarà di chi controllerà le riserve dei metalli fondamentali per auto elettriche , smartphone e pale eoliche. Il carbone, lo abbiamo segnalato in un nostro precedente articolo, copre ancora oggi il 40% di consumi di energia primaria nel mondo.

Anche gli investimenti nel petrolio devono essere fatti al di fuori del fattore ESG. Viceversa dovremmo orientare i nostri investimenti verso la transizione ecologica ed energetica attraverso le materie prime molto rare come il platino, il palladio, il cobalto, il radio ecc. di cui avremo sempre più bisogno. L’importanza di questi metalli si evince anche dall’accordo italo francese che prevede la creazione di un nuovo impianto di chip di wafer di silicio. St microelectronics e Global Fundries produrranno chip di diverse dimensioni per soddisfare le esigenze dell’industria europea: dal settore automobilistico agli elettrodomestici. Quando parliamo di opportunità di investimento ci riferiamo proprio all’analisi approfondita di segmenti di mercato che posseggono fondamentali solidi e progetti di sviluppo innovativi per soddisfare le esigenze dei risparmiatori in un’ottica di medio, lungo periodo.

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