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A questi prezzi Eni ed Equita accelerano il riacquisto delle loro azioni

In Investimenti
21 Luglio 2022

La stagione del buy back delle azioni

È una delle operazioni classiche dei mercati in ribasso e delle aziende che hanno fondamentali superiori rispetto ai valori che attribuisce loro la Borsa: il buy back, riacquisto delle azioni proprie. Il motivo è molto semplice: a questi prezzi conviene. E Mfe è già pronta a far partire il piano (25 luglio) per un massimo di 70 milioni. Inoltre hanno deliberato il buy back diverse società quotate che adesso stanno passando dalle parole ai fatti. È il caso di Eni che ha acquistato nel periodo compreso tra l’11 e il 15 luglio 2022 4 milioni 39 mila 478 azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 10,9916 euro per azione, per un controvalore complessivo di 44 milioni 400 mila 124 euro nell’ambito dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie deliberata dall’assemblea dell’11 maggio 2022. Dall’inizio del programma, il gruppo petrolifero ha acquistato 25 milioni 320 mila 13 azioni proprie (pari al 0,71% per cento del capitale) per un controvalore complessivo di circa 310 milioni.

A seguito degli acquisti effettuati fino al 15 luglio 2022, considerando le azioni proprie già in portafoglio, Eni detiene l’1,60% del capitale. Non è solo il caso di Eni. Perché anche Equita Group ha annunciato che in seguito alla delibera assunta dal Cda della società lo scorso 14 luglio 2022, oggi avvierà la prima tranche del programma di acquisto di azioni proprie (la «prima tranche del buy-back») per un numero massimo di 300 mila azioni. «La società – riferisce una nota – ai fini dell’esecuzione della prima tranche del buy back – ha incaricato Mediobanca – Banca di Credito Finanziario Spa, il quale adotterà le decisioni in merito agli acquisti in piena indipendenza…».

Le finalità del buy-back

La prima tranche del buy-back ha specifiche finalità che sono dettagliate nella nota del gruppo: dotare la società di azioni proprie per attuare piani o programmi di incentivazione basati su strumenti finanziari (stock option, stock grant, performance shares, strumenti convertibili in azioni della società ecc) a titolo oneroso o gratuito, a favore di dipendenti e per assegnare azioni per incentivare, fidelizzare o attrarre nuovi professionisti con una dotazione di 300 mila azioni ordinarie (pari a circa il 0,6 per cento del capitale sociale) per un controvalore massimo complessivo pari a 1 milione e 800 euro. Da ricordare invece che si è già conclusa la prima tranche del programma di acquisto di azioni ordinarie di UniCredit che era stata avviata l’11 maggio 2022.

Nelle sedute borsistiche comprese tra l’11 e il 14 luglio del 2022 l’istituto ha acquistato 18,42 milioni di azioni proprie, al prezzo medio ponderato di 9,0718 euro per azione. Stesso discorso per Banca Intesa che a fine giugno ha avviato la prima tranche, da 1,7 miliardi, del buy back da 3,4 miliardi. L’istituto ha infatti deliberato di dare esecuzione all’acquisto con un programma iniziale per un esborso da 1,7 miliardi e di rinviare a un momento successivo, entro l’approvazione dei conti 2022, le decisioni sull’esecuzione per il restante ammontare autorizzato, pari ad altri 1,7 miliardi.