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QUOTIDIANO INDIPENDENTE - Fondato e diretto da MAURIZIO BELPIETRO

Chi è Lapo Elkann

La sua creatura, Italia Independent, non ha avuto particolare fortuna. Ma nessuno può negare che Lapo Elkann non abbia creatività e spirito imprenditoriale. Il rampollo di casa Agnelli, classe 1977, è uno dei personaggi più estrosi del jet-set internazionale. E forse anche quello che ha ereditato dal nonno Gianni Agnelli la passione per gli affari. Condita però da poca conoscenza tecnica del prodotto. Di Agnelli si narra infatti che non sapesse davvero nulla di auto, se non di quelle sportive che amava guidare. E del resto affidò la Fiat a manager che l’hanno gestita per anni.

La nascita di Italia Independent

Quanto a Lapo Elkann, anche lui ci ha provato a mettersi in proprio, dopo che al fratello John è toccato il pezzo pregiato: la Fiat, oggi la casa automobilistica Stellantis. Ma l’avventura della sua Italia Independent non è stata particolarmente felice. Certo la recessione, la guerra e i rincari dei materiali non aiutano, ma non è abbastanza per giustificare il flop: nel 2021 l’azienda ha archiviato l’esercizio con una perdita di 20,987 milioni di euro e vendite pari a 5,5 milioni di euro, in calo del 51,5% rispetto a 11,35 milioni del 2020. E ora tocca mettere mano al portafoglio. E pure obbligatoriamente visto le perdite sono superiori ad un terzo del capitale sociale.
La questione naturalmente non preoccupa Lapo che ha imparato a gestire ben altre crisi. Figlio di Margherita Agnelli e dello scrittore e giornalista Alain Elkann, ha studiato fra Londra e Parigi interessandosi, a suo dire più “allo stile che non alla moda”. A diciott’anni, come nella tradizione di casa Agnelli, anche lui finì in formazione “segreta” alla Piaggio di Pontedera, esattamente come il cugino Giovannino Agnelli, figlio di Umberto Agnelli che però scalò le vette della società, ma non guidò mai la Fiat perché scomparso prematuramente. La vita segreta da operaio di Lapo durò poco e soprattutto non servì a cambiare l’attitudine festaiola dell’erede della dinastia torinese. Anche negli Stati Uniti quando si unisce allo staff relazioni esterne dell’ex presidente, nonché amico di famiglia, Henri Kissinger. Quando è il momento del passaggio ereditario, il timone va al fratello Jhon, decisamente più pacato e quasi mai sotto i riflettori della stampa gossip.

Gli piace il pericolo

Intanto Lapo, fidanzato all’epoca con l’attrice Martina Stella finisce all’ospedale Mauriziano di Torino per overdose, un mix di droghe che per poco non lo ammazzano. È l’ennesimo eccesso dopo una notte trascorsa con dei transessuali fra cui Patrizia B., all’anagrafe Donato Broco, all’epoca 53enne, che chiamo l’ambulanza. È il 2005 e per un po’ Lapo scompare dalla scena. Almeno da quella del gossip. Per poi riapparire magicamente a Manhattan (nel novembre 2016= ed essere arrestato e poi rilasciato dalla polizia di New York per simulazione di sequestro. Aveva bisogno dell’argent de poche per vivere. “Gli piace il pericolo, è un ragazzo debole, ma con un grande cuore”, spiegò Patrizia, a distanza di 12 anni, ospite di Luca Telese alla trasmissione Bianco e Nero, su La7. Di cuore è stato con 160 ucraini per i quali ha affittato un Boeing per portarli via dalla guerra e ospitarli in Portogallo attraverso la sua fondazione la Laps Foundation, creata assieme alla moglie  Joana Lemos. La speranza dei dipendenti di Italia Independent è che lo sia anche con loro.
 
 
 

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