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Oltre 5,4 milioni di assunzioni in Italia nei primi otto mesi 2022

In Lavoro
17 Novembre 2022

Le assunzioni nei primi otto mesi in Italia

Le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati fino ad agosto 2022 sono state 5.467.000, con un aumento del +19 per cento rispetto allo stesso periodo del 2021 ed una crescita che ha riguardato tutte le tipologie contrattuali. Lo riferisce una nota dell’Inps, in riferimento ai dati dell’Osservatorio sul precariato di agosto 2022. Nel dettaglio, sono state registrate 937.000 attivazioni per i contratti a tempo indeterminato, che hanno registrato la crescita più accentuata (+31 per cento); significativo è anche l’aumento delle diverse tipologie di contratti a termine, per i quali si sono avute 481.000 assunzioni per gli intermittenti (+28 per cento), 225.000 per l’apprendistato (+20 per cento), 2.321.000 per il tempo determinato (+19 per cento), 821.000 per gli stagionali (+12 per cento) e 682.000 per i somministrati (+7 per cento).

Dopo il 2015 non si era mai registrato, nei primi otto mesi dell’anno, un numero così elevato di assunzioni a tempo indeterminato. Le trasformazioni da tempo determinato nei primi otto mesi del 2022 sono risultate 489.000, in fortissimo incremento rispetto allo stesso periodo del 2021 (+65 per cento). Nello stesso periodo, le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo – pari a 77.000 – risultano essere aumentate del 9 per cento rispetto all’anno precedente. Nei primi otto mesi del 2022 l’insieme delle variazioni contrattuali a tempo indeterminato (da rapporti a termine e da apprendistato) ha raggiunto il livello massimo degli ultimi dieci anni, superando anche il precedente livello elevato registrato nel 2019.

Le cessazioni nei primi otto mesi del 2022 sono state 4.571.000, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+28 per cento) per tutte le tipologie contrattuali. In particolare, si sono avute 394.000 cessazioni di contratti intermittenti (+46 per cento), 447.000 di contratti stagionali (+33 per cento), 1.728.000 di contratti a tempo determinato (+28 per cento), 144.000 di contratti in apprendistato (+27 per cento), 1.206.000 di contratti a tempo indeterminato (+24 per cento) e 652.000 di contratti in somministrazione (+20 per cento).

Per le cessazioni a tempo indeterminato si tratta – sottolinea l’Inps – con riferimento ai primi otto mesi dell’anno, del valore più elevato dell’ultimo decennio. Tra gennaio e agosto del 2022, rispetto al corrispondente periodo del 2021, tutte le tipologie di rapporti di lavoro incentivati (con riferimento sia alle assunzioni che alle variazioni contrattuali) presentano una significativa variazione positiva pari al 23 per cento. Tuttavia, è da rilevare che nel mese di agosto le agevolazioni registrano una flessione dovuta, per quanto riguarda l’esonero giovani e l’esonero donne, alla mancata proroga fino a dicembre 2022 della misura al 100 per cento.

Il saldo annualizzato, vale a dire la differenza tra i flussi di assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi, identifica la variazione tendenziale su base annua delle posizioni di lavoro (differenza tra le posizioni di lavoro in essere alla fine del mese di agosto rispetto al valore analogo alla medesima data dell’anno precedente). Dopo gli andamenti negativi registrati nella prima fase della pandemia (antecedente all’avvio della vaccinazione di massa), a partire da marzo 2021 il saldo annualizzato ha registrato il continuo recupero dei livelli occupazionali. Ad agosto 2022 si registra un saldo annualizzato pari a 569.000 posizioni di lavoro.

Il contributo alla crescita dei rapporti a tempo indeterminato, continuamente crescente dalla fine del 2021, risulta pari a +281.000 unità. Per i contratti a tempo determinato il saldo risulta pari a +166.000 unità; positivo risulta il trend anche per gli altri contratti: apprendisti +15.000; stagionali +44.000; somministrati +3.000; intermittenti +60.000. Per l’insieme dei contratti a termine, dopo la forte spinta dovuta al recupero delle perdite causate dalla pandemia, si registra a partire da maggio 2022 un trend che, seppur positivo, è chiaramente decrescente.

Nel report – prosegue l’Inps – è presente una tavola che espone la disaggregazione dei contratti in somministrazione secondo la tipologia contrattuale, distinguendo i rapporti a tempo indeterminato e quelli a termine (che includono sia i contratti a tempo determinato che stagionali). Nel corso dei primi otto mesi del 2022, rispetto al corrispondente periodo del 2021, le assunzioni in somministrazione sono aumentate per entrambe le tipologie contrattuali, in particolare sono state registrate 30.000 assunzioni a tempo indeterminato (+58 per cento) e 652.000 a termine (+6 per cento). Anche per le cessazioni si rileva un aumento per le due tipologie contrattuali, con andamento analogo alle assunzioni.

La consistenza dei lavoratori impiegati con Contratti di prestazione occasionale (Cpo) ad agosto 2022 si attesta intorno alle 13.000 unità (in diminuzione del 8 per cento rispetto allo stesso mese del 2021); l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 273 euro. Per quanto attiene ai lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (Lf), ad agosto 2022 essi risultano circa 9.000, in diminuzione del 9 per cento rispetto a luglio 2021, mentre l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 166 euro.

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