507 visite 2 minuti 0 commenti

Il governo vuole tassare le mance in “nero” dei camerieri

In Lavoro
23 Novembre 2022

La detassazione delle mance dei camerieri

Lo slogan recita: detassazione delle mance nel settore turistico. Ma per i tanti camerieri, portieri d’albergo e facchini è suonata subito più come una tassazione. Nella legge di bilancio verrà introdotta, infatti, una speciale aliquota del 5% sulle mance. Ovvero una tassa su quel piccolo cadeaux lasciato come gesto di riconoscenza del servizio ricevuto dai clienti. “Un piccolo segnale, ma di attenzione per far capire che il rapporto fra Stato-lavoratore, Stato-impresa, è un rapporto di collaborazione, non vessatorio”, ha cercato di spiegare il ministro del Turismo, Daniela Santanchè.

Ma non tutti sono d’accordo. E si capisce. “La flat tax al 5% sulle mance? Non so se riuscirà a favorire l’occupazione nel comparto – ha risposto Mauro Bussoni, segretario generale Confesercenti -. Sarebbe necessario, però, favorire anche la possibilità di lasciare mance con carte e bancomat: un’esigenza sentita soprattutto dai turisti stranieri”. Eccolo qui il punto. In quanti lasciano la mancia con la carta, invece che in contanti? E quella banconota di denaro allungata spesso finisce nelle tasche del lavoratore in “nero”.

“Si dovrebbe intervenire, creando un meccanismo semplice e chiaro che permetta al datore di riscuotere le mance pagate con moneta elettronica, magari insieme al conto, e girarle al dipendente cui sono destinate – ha proseguito Bussoni -. I turisti europei e nordamericani, ad esempio, chiedono spesso se sia possibile lasciare le mance con la carta di credito”. 

La Santanchè ha tenuto, però, il passo. Finora le mance dei camerieri, infatti, avevano la stessa tassazione del lavoro dipendente. “Eravamo l’unico Paese in cui le mance erano tassate. Anche questo va nello spirito del merito, chi fa bene il proprio lavoro e la mancia è una gratificazione del lavoro fatto bene”, ha detto, spiegando il senso del provvedimento.

 

/ Articoli pubblicati: 1210

.