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Selezioni lampo nei ministeri per il Pnrr: è una scorciatoia per non fare i concorsi?

In Lavoro
13 Settembre 2022

La selezione nei ministeri per il Pnrr

Selezioni lampo nei ministeri. Soprattutto in quello guidato da Vittorio Colao. Tutto regolare, come da Pnrr. Ma il meccanismo di reclutamento sta creando non pochi malumori fra i dipendenti della pubblica amministrazione, da anni bloccati nella progressione di carriera. Con il sindacato che denuncia una «scorciatoia» per assunzioni a chiamata diretta, sia pure a tempo determinato. Ma con tanto di possibile stabilizzazione dietro l’angolo.

Una storia che si ripete soprattutto in vista della scadenza elettorale? La risposta ci sarà solo con il tempo. Intanto per ora è un fatto che al Mitd c’è un certo fermento per l’inserimento di nuove figure con contratti decisamente generosi perché relativi a posizioni strategiche per il processo di digitalizzazione del paese. Le selezioni lampo sono infatti destinate a figure di professionalità elevata che saranno inquadrate con stipendi che vanno dai 75mila ai 120mila euro lordi l’anno. E cioè con salari che vanno dai circa 2800 fino a poco più di 4.600 euro al mese, tredicesima inclusa. Qualche esempio? Il 17 agosto il Mitd ha aperto la selezione per 17 tecnici con stipendi fino a 90 mila euro.

Non proprio noccioline soprattutto con i tempi di crisi che corrono. Fine dei giochi: il primo settembre. Il reclutamento veloce riguardava figure chiave come esperti in intelligenza artificiale, data scientist, tecnici della digitalizzazione e project manager che dovranno cambiare il volto della pubblica amministrazione. Soprattutto della sanità. Quindici giorni di tempo (24 agosto-8 settembre) anche per la selezione del responsabile dell’immagine e della promozione della pubblica amministrazione con uno stipendio fino a 100mila euro lordi. E poi ancora per un paio di project management manager (95mila euro lordi) e di un dirigente che si occupi di dati, interoperabilità e piattaforme digitali (stipendio fino a 120mila euro, selezione dall’1 al 12 settembre).

Assunzioni veloci

La necessità di innovare e di rispettare le tempistiche del Pnrr è riuscita a mettere il turbo persino ad un ministero storicamente lento come i beni culturali. Con il ministro uscente Dario Franceschini che ha chiuso in tempi record la selezione di un operatore incaricato della creazione di un database delle opere (il bando è del 21 luglio, scadenza 4 agosto). Grande infornata anche al Ministero della Transizione ecologica. Obiettivo: conferire incarichi di collaborazione a 92 esperti per ad attuare gli interventi del Pnrr. Anche in questo caso i compensi arrivano a 90 mila l’anno.

RENATO BRUNETTA MINISTRO

Il parere del sindacato 

Secondo la Federazione Lavoratori Pubblici e Funzioni Pubbliche (Flp) qualcosa non torna nel tentativo di svecchiare la macchina dello Stato. «Il piano di assunzioni per la modernizzazione e il rafforzamento del Pnrr sbandierato ormai da circa 2 anni dal ministro Renato Brunetta, sta dimostrando tutte le sue incongruenze, e fatica a decollare – spiega a Verità&Affari, Marco Carlomagno, segretario generale Flp – La decisione di accentrare tutte le procedure, per tutte le PA centrali , in capo al suo dicastero per il tramite anche di Formez, segna un passo indietro rispetto alla necessaria autonomia delle amministrazioni e alla possibilità di reclutare profili e professionalità meno generiche e più aderenti alle attività svolte. Il risultato è che una buona parte dei posti messi a concorso non sono stati poi ricoperti perché le sedi e le amministrazioni prospettate a valle ai vincitori spesso non erano coerenti con le aspettative, sia con riferimento alle retribuzioni (ancora differenziate tra amministrazioni centrali) che per le sedi da ricoprire».

Per Flp bisogna riscrivere le regole

Secondo il sindacato è da ripensare soprattutto il meccanismo di selezione delle alte professionalità. Quelli cioè dalle assunzioni lampo causa Pnrr. «Un elemento di forte criticità è quello delle assunzioni a tempo determinato dei “professionisti” finanziate dai fondi del Pnrr, presentate come una forma flessibile e veloce per mettere al servizio delle PA le migliori professionalità già formate nel privato, ma che nei fatti sono state solo una scorciatoia per assunzioni dirette, con retribuzioni fino a quattro volte superiori a quelle contrattuali – conclude -. Un fattore questo che non solo non ha portato benefici all’azione delle amministrazioni interessate, ma ha creato forti malumori nel personale già in servizio, in possesso dei requisiti necessari, ma ingabbiato da decenni dal blocco delle carriere che si è visto catapultare in ufficio su posizioni di direzione e coordinamento personale che poco o niente aveva di conoscenza dei singoli processi e delle missioni di quelle amministrazioni».

Per Flp, la situazione è poi ancora più delicata quando viene annunciata da più parti una «possibile sanatoria con la trasformazione dei contratti a termine di 36 mesi in contratti a tempo determinato per questi “professionisti”, assunti a chiamata diretta, pagati tre o quattro volte in più dei funzionari apicali interni». Per Flp meglio sarebbe stato ripristinare un sistema meritocratico e procedere in trasparenza a quelle assunzioni di cui da tempo ha bisogno la pubblica amministrazione italiana.

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Giornalista di economia e finanza. Ha lavorato per i principali editori italiani fra Milano, Roma e Parigi. È autrice del libro "Vincent Bolloré, il nuovo re dei media europei" (2015), recensito in Italia e all'estero e attualmente unico libro in inglese sul miliardario bretone, e "Telecommedia a banda larga, cronaca breve della disconnessione politica italiana" (2020). Unico giornalista italiano citato da Reporters without borders nel rapporto sugli Oligarchi alla conquista dei media del Vecchio continente.