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L’Italia maglia nera dei salari, siamo sotto la media: quanto si guadagna

In Lavoro
11 Giugno 2022
Da noi lo stipendio medio non arriva a 30mila euro. Meloni: agire sul cuneo

La polemica sugli stipendi in Italia

Polemica sempre più pesante sui salari leggeri. Nel nostro Paese le retribuzioni restano infatti sotto la media dell’Eurozona e si allarga il divario con le altre nazioni Ue. In Italia, in sostanza, il salario lordo annuale medio, pur recuperando da 27,9 mila euro del 2020 a 29,4 mila euro del 2021, rimane ad un livello inferiore a quello pre-pandemico (-0,6%), nonostante il balzo del Pil. Nel 2021, nell’Eurozona si attesta invece a 37,4 mila euro lordi annui (+2,4%), in Francia supera i 40,1 mila euro, in Germania i 44,5 mila euro. Sta di fatto che i salari medi italiani segnano così una differenza di -10,7 mila euro rispetto alla Francia e -15 mila rispetto alla Germania. Il dato emerge dal rapporto “salari e occupazione in Italia nel 2021. Un confronto con le principali economie dell’Eurozona” della Fondazione Di Vittorio Cgil.

Le ragioni degli stipendi bassi

Il rapporto punta l’indice sulla stagnazione dei salari reali che, viene sottolineato, affligge l’Italia da decenni. Tra le cause anche la composizione della forza lavoro occupata che risulta essere meno qualificata e più precaria. La percentuale relativa alle professioni non qualificate è pari al 13%, superiore alla quota registrata in Germania, Francia ed Eurozona. Inoltre, nel 2021 i dipendenti a termine hanno raggiunto il 16,6% (in aumento anche nel 2022) e la percentuale di occupati part-time involontario, ovvero non per scelta, – sottolinea ancora la Fondazione della Cgil – si è attestata al 62,8% degli occupati a tempo parziale, un livello superiore rispetto agli altri Paesi europei e alla media dell’Eurozona.

Le soluzioni per gli stipendi

«La piaga dei bassi salari può essere sconfitta solo attraverso il lavoro di qualità che vuol dire innanzitutto combattere il lavoro precario, purtroppo da anni in costante crescita con il record dei contratti a tempo determinato – commenta la segretaria confederale della Cgil, Francesca Re David -. Significa inoltre contrastare il part-time involontario, che fra l’altro in alcuni settori prevede un numero bassissimo di ore». «Occorre poi – prosegue – rinnovare i contratti collettivi nazionali e recepire la direttiva europea sul salario minimo». Di diverso avviso Giorgia Melone, leader di Fratelli d’Italia. «Il Salario minimo – dice -rischia di essere uno specchietto per le allodole: c’è il tema ma bisogna accogliere le nostre proposte a partire dal taglio del cuneo fiscale». «Il reddito di cittadinanza va cancellato – aggiunge Giorgia meloni – perchè serve strumento solo per chi non può lavorare».

La discussione sul salario minimo

Sul salario minimo invece torna il segretario Pd, Enrico Letta. «Il salario minimo si tradurrebbe nella morte per le piccole imprese? – attacca il segretario Pd – No, è la sua assenza a decretare purtroppo la morte di lavoratori che non hanno paghe dignitose e degne di un Paese civile. Perchè pagare una persona 3, 4 euro l’ora vuol dire semplicemente sfruttarla». «Sappiamo – prosegue Letta – che i nostri imprenditori conoscono l’importanza del lavoro e l’importanza di dare la giusta importanza al lavoro». Il leader Pd ha quindi ribadito l’impegno del suo partito per l’approvazione di una norma «prima della fine di questa legislatura». «Non aspettiamo la prossima, sarebbe un gravissimo errore – ha concluso. – Mettiamoci veramente nei panni di quei lavoratori che oggi aspettano una norma per avere una paga dignitosa per il loro lavoro. È importante per il nostro Paese, per il clima sociale del nostro Paese».