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Generali, la tentazione di Caltagirone: Cirinà in consiglio al posto suo

In Malizia, Primo piano
29 Maggio 2022
La carta Cirinnà è una seria possibilità. Perché secondo le regole elettorali e di genere a un consigliere maschio dimissionario deve subentrare il primo dei non eletti dello stesso genere.

Francesco Gaetano Caltagirone e Philippe Donnet

Il pensiero è talmente malizioso da avere fatto sicuramente la sua comparsa dalle parti di Francesco Gaetano Caltagirone: che faccia farebbe Philippe Donnet se nel consiglio di amministrazione di Generali entrasse quel Luciano Cirinà che qualche mese fa aveva licenziato?

Certo fare rientrare dalla porta principale chi era stato gettato dalla finestra in mezzo alla grande battaglia per il controllo del Leone di Trieste è una bella tentazione. Troppo malizioso pensare che ci fosse anche questo diabolico pensiero dietro quelle improvvise dimissioni dell’ingegnere Caltagirone dal consiglio di amministrazione delle Generali rese ufficiali venerdì 27 maggio. Però la carta Cirinnà è una seria possibilità. Perché secondo le regole elettorali e di genere a un consigliere maschio dimissionario deve subentrare il primo dei non eletti dello stesso genere.

PHILIPPE DONNET AD GRUPPO GENERALI

Toccherebbe quindi a Claudio Costamagna, che nella lista era stato indicato come possibile presidente. Anche a lui la notizia delle dimissioni di Caltagirone è arrivata proprio all’ultimo, mentre stava imbarcandosi per New York. A chi l’ha sentito il manager ha chiesto qualche giorno di tempo per riflettere.  Ma chi lavora con lui sembra scettico: Costamagna è pieno di impegni, e li avrebbe ovviamente messi da parte in caso di vittoria della lista. Però per fare il consigliere di minoranza bisognerebbe sottrarre tempo ad altro che preme di più, e i bookmakers oggi scommettono sulla sua rinuncia.

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE
LUCIANO CIRINA’
CLAUDIO COSTAMAGNA

Dopo di lui tocca appunto a Cirinà, che certo sarebbe in grado di rendere epici quei consigli di amministrazione preparando fuochi di artificio ad ogni seduta.  Il suo divertimento sarebbe assicurato, la sola incertezza sembra professionale: per quanto ben pagato un posto da consigliere di Generali non è certo un lavoro a tempo pieno, ed è di ostacolo ad altri.  Cirinà oggi ha ricevuto molte offerte per cambiare maglia e trasferirsi in altri colossi assicurativi internazionali con un ruolo di primo piano assai più profittevole.  Dipende tutto quindi da Costamagna e dalla voglia di togliersi sassolini di chi potrebbe subentrarvi…