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Un’altra settimana di passione in Borsa, perchè l’Italia è quella che ora rischia di più

In Mercati, Primo piano
13 Giugno 2022

Le previsioni per la settimana in Borsa

La settimana è partita malissimo. L’indice di Borsa perde quasi il 2,5% portando al 10% circa il calo in sette giorni. Se la scorsa ottava era stata la peggiore del 2022, quella che si è aperta oggi potrebbe essere una delle peggiori di tutti i tempi. Il rendimento del Btp decennale italiano tocca per la prima volta da gennaio 2014 il 4%. Lo spread quota 230,60 punti base, livello che non si vedeva dal 2020. Rispetto all’inizio dell’anno il livello è raddoppiato. Vanno male anche i mercati americani con l’apertura in forte ribasso di Wall Street. I mercati si stanno accanendo contro l’Italia perché come sempre è l’anello debole della catena. La speculazione al ribasso sta vendendo Btp in attesa di capire come funzionerà lo scudo anti-spread. In ogni caso potrebbe avere molto tempo davanti, considerando che un meccanismo così delicato non si costruisce in pochi giorni. Ma sanno anche che l’intervento della Bce cristallizzerà i guadagni ottenuti e quindi vanno avanti.

Lo scudo anti-spread

La proposta sarebbe all’esame dei vertici europei e di molte cancellerie. Favorevoli al cosiddetto scudo anti-spread, secondo fonti di stampa, non soltanto i periferici (Italia, Spagna, Portogallo e Grecia), ma anche la Francia. Lo strumento tecnico con cui la Bce interverrebbe è il programma Omt. Era stato varato dieci anni da Mario Draghi e consente alla Bce di acquistare i titoli di uno stato in situazione di difficoltà conclamata. Se ne parlerà al Consiglio Ue di fine giugno, al successivo G7 in Germania e naturalmente al prossimo consiglio della Bce di politica monetaria.

Il parare sui tassi

A questo proposito c’è da registrare l’intervento di Francesco Giavazzi, consigliere economico di Palazzo Chigi secondo cui l’aumento dei tassi per contrastare l’inflazione è uno strumento “sbagliato”. Il professore parlava corso del Premio Alberto Giovannini organizzato da Webuild “Noi non abbiamo un’inflazione da domanda come negli Usa, ma abbiamo un’inflazione legata al prezzo del gas. Quindi, a fronte della riduzione della domanda privata dei prossimi mesi, dobbiamo accelerare il Pnrr”, ha aggiunto l’economista sottolineando che “lo spread e l’aumento dei tassi d’interesse ridurranno non subito, ma tra qualche mese, la domanda privata”. 

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Giornalista economico finanziario da oltre 50 anni, ha cominciato nel 1974 al Giornale di Sicilia. Ha lavorato rivestendo ruoli di caposervizio e inviato per il Corriere della Sera, La Repubblica e Libero.