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Uno studio della Banca Mondiale avverte: ecco cosa dobbiamo aspettarci

In Mercati
17 Settembre 2022

L’avvertimento della Banca Mondiale

La Banca Mondiale avverte: le banche centrali potrebbero far scivolare l’economia mondiale in una “devastante” recessione il prossimo anno se alzeranno troppo i tassi di interesse. “La mia profonda preoccupazione è che se i trend in atto continueranno, le conseguenze saranno devastanti per le economie emergenti e in via di sviluppo”, afferma il presidente dell’istituto David Malpass.

Lo studio della Banca Mondiale

Uno studio della Banca Mondiale firmato da Justin-Damien Guénette, Ayhan Kose e Naotaka Sugawara è categorico: “l’esperienza delle recessioni precedenti suggerisce che almeno due sviluppi, che si sono già materializzati negli ultimi mesi o potrebbero essere in corso, aumentano la probabilità di una recessione globale nel prossimo futuro”.

In primo luogo, rilevano gli economisti, “ogni recessione globale dal 1970 è stata preceduta da un significativo indebolimento della crescita globale nell’anno precedente, come è accaduto di recente. In secondo luogo, tutte le precedenti recessioni globali hanno coinciso con bruschi rallentamenti o recessioni definitive in diverse grandi economie”. Combattere questo trend con una raffica di aumenti dei tassi è danno ma soprattutto inutile. Nonostante l’attuale rallentamento della crescita globale, osservano gli specialisti, “l’inflazione è salita in molti Paesi  ai massimi da molti decenni a questa parte”.

L’analisi sulle prospettive

Secondo gli autori dell’analisi le banche centrali e i governi dovrebbero percorrere un percorso assolutamente  diverso “che richiede una serie di misure sul lato della domanda e dell’offerta”. Dal lato della domanda, osservano, “la politica monetaria deve essere impiegata in modo coerente per ripristinare, in modo tempestivo, la stabilità dei prezzi. La politica di bilancio deve dare priorità alla sostenibilità del debito a medio termine, fornendo al contempo un sostegno mirato ai più vulnerabili. I responsabili politici devono essere pronti a gestire le potenziali ricadute derivanti dal ritiro sincrono globale delle politiche a sostegno della crescita. Dal lato dell’offerta, devono mettere in atto misure per alleviare i vincoli che affrontano i mercati del lavoro, i mercati dell’energia e le reti commerciali”.

 

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Giornalista economico finanziario da oltre 50 anni, ha cominciato nel 1974 al Giornale di Sicilia. Ha lavorato rivestendo ruoli di caposervizio e inviato per il Corriere della Sera, La Repubblica e Libero.