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L’euro ai minimi da vent’anni, ma quanto durerà la parità con il dollaro?

In Mercati
6 Luglio 2022

L’andamento euro dollaro

Il dollaro accelera perchè i mercati cercano un rifugio dalla recessione che avanza. La politica delle maggiori banche centrali che vogliono battere l’inflazione a colpi di rialzo dei tassi costerà la recessione mondiale.

Il recupero del rublo

Un rischio che i banchieri centrali oggi sembrano disponibili a correre. La corsa porta il dollaro a 1,029 sull’euro che rappresenta il top degli ultimi 20 anni e 136,16 sullo yen che non si vedeva da 24. La politica super-permissiva della Banca centrale di Tokyo sta facendo crollare la moneta.

Per la prima volta dall’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio la moneta Usa corre anche contro il rublo salendo del 13% a 60,5. Su base annua però resta ancora una distanza del 18,8%. Fra le ragioni che spingono i mercati a vendere l’euro , spiega Bloomberg, c’ è «la preoccupazione che la Bce non sarà in grado di aumentare i tassi quanto necessario preoccupata dalla recessione». La timidezza lascerà la moneta unica esposta ai venti dello spread

Economia globale

I metalli industriali scontano il sentiment ribassista. Il rame, il più importante di tutti è crollato al minimo degli ultimi 17 mesi a quota 3,51 dollari (-21% in un mese). Fra le ragioni che spingono i mercati a vendere l’euro c’è lo stato di salute della Germania. Il suo l’indice Pmi servizi è in calo a giugno a 52,4 (comunque sopra 50 che separa la crescita dalla decrescita) da 55 di maggio. Berlino, primo motore d’Europa, ha registrato un deficit commerciale a maggio di 1 miliardo (non avveniva dal 1991) causato dai prezzi di gas e petrolio decuplicati nel giro di un anno. Ora è possibile che la Russia interrompa i rifornimenti, dopo averli ridotti mettendo in ginocchio l’economia tedesca e tutta l’Eurozona.

Le Bce che fatica a seguire la stretta creditizia della Fed. Ma gli Stati Uniti sono indipendenti dal punto di vista energetico, a differenza dell’Europa. Secondo un modello di Bloomberg legato alle opzioni, c’è una probabilità del 60% che l’euro raggiunga la parità rispetto al dollaro entro la fine dell’anno. Le possibilità lunedì erano del 46%. «La parità a questo punto è solo una questione di tempo», ha spiegato Neil Jones, a capo del settore valute di Mizuho. I trader scommettono che la Bce darà il via al primo rialzo dei tassi degli ultimi dieci anni nella riunione del 21 luglio con un incremento minimo dello 0,25%. La Fed, al contrario, ha già alzato i tassi di 150 punti base (1,5%), con il mercato che ora punta ad un incremento di 75 punti base al meeting di luglio.

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Giornalista economico finanziario da oltre 50 anni, ha cominciato nel 1974 al Giornale di Sicilia. Ha lavorato rivestendo ruoli di caposervizio e inviato per il Corriere della Sera, La Repubblica e Libero.