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I mercati sperano nel miracolo del Colle. Il rimbalzino premia le banche e gli energetici

In Mercati, Primo piano
16 Luglio 2022
Milano recupera il 2% e punta sul forcing di Mattarella. Mps -6%, si teme per il via libera Ue

L’andamento della Borsa di Milano

Dopo la grande paura per la crisi di governo, Borsa e titoli di Stato provano a rimbalzare scommettendo sulla mediazione di Mattarella. In fondo i ministri grillini non si sono ancora dimessi e c’è da costruire una rete di protezione sul patrimonio industriale e finanziario nazionale. A cominciare da Mps dal cui risanamento dipende un po’ del prestigio dell’Italia e soprattutto il destino di alcune migliaia di lavoratori. A lanciare l’allarme è Carla Ruocco, l’ex grillina presidente della Commissione banche ora passata con Di Maio. «Con la crisi di governo il piano di risanamento salta» annuncia a una tv di Siena mentre a Piazza Affari il titolo perde il 6,18%. L’Antitrust di Bruxelles sta esaminando il dossier. La caduta del governo e l’uscita di Draghi segnerebbero, probabilmente, la definitiva bocciatura dell’aumento di capitale. Per il gruppo senese si aprirebbe il baratro.

L’andamento della Borsa di Milano

Certo Piazza Affari non è riuscita a recuperare tutte le perdite di giovedì, ma comunque è risalita dell’1,85% in scia all’ottima giornata dei principali mercati europei. Il bilancio settimanale resta negativo per il 3,9% ma sicuramente poteva andare molto peggio. Ieri si è fermata la caduta dei bancari con Intesa che recupera un punto e mezzo e Unicredit lo 0,89%. Corre l’energia con Eni +1,89% e Tenaris +1,63%. Lo spread tiene a 212 punti. Corrono anche i listini europei. A cominciare da Francoforte in aumento del 2,7% trainata dai titoli automobilistici, Parigi migliora del 2%, Amsterdam e Madrid dell’1,8% e Londra + 1,7%.

Cammina Wall Street, sostenuta dai segnali della Fed che sembra voler aumentare i tassi solo dello 0,75& e non dell’1% come temuto da molti. In ripresa l’euro, attorno a quota 1,007. «Pensiamo che una soluzione con Draghi a capo dell’esecutivo possa diminuire le tensioni finanziarie e riportare lo spread a 200 punti», spiega Filippo Diodovich, strategist di IG Italia. «Draghi è la soluzione favorita dalle istituzioni europee – aggiunge – mentre altre strade potrebbero portare lo spread sopra i 250 punti fino a spingersi anche verso quota 300 in caso di elezioni anticipate». La speranza ha tenuto il Btp 3,25%.

La speranza della Borsa

«Crediamo che i mercati stiano scontando una soluzione di governo con a capo sempre Draghi, visto che le alternative sembrano essere troppo punitive per l’Italia in un momento così delicato» conclude l’analista di IG.

Già adesso la congiuntura è tutt’altro che favorevole. Il quadro geopolitico è segnato dalla guerra in Ucraina, e dalle sue conseguenze a partire dall’aumento dell’inflazione e dalla carenza di materie prime. Non solo. A rallentare l’attività economica potrebbe contribuire anche una nuova consistente ondata di contagi Covid. Ecco perché assumono una particolare importanza le stime congiunturali di questi giorni. Ieri il Bollettino di Banca d’Italia. Il giorno prima la Commissione Ue. Le cifre non sono omogenee ma la direttrice di marcia è la stessa: una buona ripresa quest’anno, per via del trascinamento del 2021, e un peggioramento il prossimo. Ovviamente una crisi di governo potrebbe alterare queste indicazioni in senso negativo. Banca d’Italia, nel Bollettino economico, ha rivisto al rialzo la previsione di quest’anno a più 3,2% (dal 2,6% di maggio) mentre ha accentuato al ribasso il 2023 al più 1,3% (da 1,6%) e ha limato quella sul 2024 dall’1,8% al +1,7%.

La crisi di governo avrebbe un costo molto alto avvicinando la recessione. C’è da considerare infatti la particolare fase che attraversa il Paese. A cominciare dalla necessità di intervenire sui salari e a proteggere, attraverso il taglio del cuneo fiscale, il potere d’acquisto dei consumatori minacciato dal rialzo dell’inflazione. A questo si aggiungono le criticità internazionali, con lo stop alla forniture di gas dalla Russia che potrebbe innescare, come ha sostenuto il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, una recessione nei prossimi due anni.

Le grandi partite europee

Senza contare le grandi partite europee. Senza un governo infatti diventerebbe più difficile passare gli esami periodici imposti dalla Commissione Ue per rilasciare le rate del Pnrr e, soprattutto, potrebbe intralciare le prossime mosse della Bce. Il 21 luglio la banca centrale non solo alzerà i tassi per la prima volta dopo 11 anni, ma dovrà anche affrontare il nodo dello scudo anti-spread. La crisi di governo e la possibile uscita di Mario Draghi daranno più voce ai falchi del Nord Europa. A cominciare Joachim Nagel, governatore della Bundesbank secondo cui lo strumento deve essere utilizzato in maniera «corretta». Un avvertimento che lascia pensare ad un percorso piuttosto accidentato prima di arrivare all’approvazione.

Non a caso per Citi la crisi «non potrebbe riemergere in un momento più inopportuno, una settimana prima che governatori scettici debbano sostenere un nuovo strumento anti-frammentazione». La tempistica potrebbe influenzare lo scudo attraverso «limiti più severi, condizionalità più rigide e soglie di dolore elevate». La elezioni anticipate, secondo Barclays. «Renderebbero i prezzi degli asset italiani molto vulnerabili con un impatto negativo sull’economia poiché l’aumento dei rendimenti si ripercuoterebbe sulle condizioni di finanziamento per banche, imprese e famiglie in un momento in cui l’economia è debole». E sarebbero possibili ricadute anche in altri Paesi dell’Eurozona.

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Giornalista economico finanziario da oltre 50 anni, ha cominciato nel 1974 al Giornale di Sicilia. Ha lavorato rivestendo ruoli di caposervizio e inviato per il Corriere della Sera, La Repubblica e Libero.